Castellammare del Golfo, accusato di estorsione: martedì davanti al gip

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E’ accusato di estorsione e turbata libertà degli incanti. Per questi reati il castellammarese Pietro Pace martedì prossimo comparirà davanti al gip del tribunale di Trapani per l’udienza preliminare a conclusione della quale il giudice dovrà decidere l’eventuale rinvio a giudizio. E nella precedente udienza Giuseppe Pace, padre di Pietro, è stato rinviato a giudizio con processo in programma il prossimo 27 settembre per gli stessi reati, Per Pietro pace la difesa, rappresentata dall’avvocato Maurizio Lo Presti, ha preso tempo per meglio approfondire tutti gli aspetti della vicenda. Entrambi finirono in carcere, nel settembre dello scorso anno, dopo le indagini dei carabinieri di Alcamo e Castellammare. Le persone offese, che si sono costituite parti civili sono  Lucia D’Angelo e del figlio Leonardo Candela. Giuseppe e Pietro Pace finirono in manette per estorsione perpetrata nell’ambito di un’asta giudiziaria per l’acquisto di una villa di contrada Fraginesi di Castellammare del Golfo. La vicenda risale al maggio del 2017 quando una donna castellammarese Lucia D’Angelo partecipò ad un’asta giudiziaria per aggiudicarsi l’immobile. Da quel momento lei e il figlio, un capitano di marina imbarcato su navi da crociera, non avrebbero avuto più un momento di tranquillità. Sarebbero  stati avvicinati più volte dall’ex proprietario Giuseppe Pace 67enne e dal figlio   con il chiaro intento di intimorirli a tal punto da farli desistere dall’acquisto. La villa di contrada Fraginesi della famiglia Pace fu messa all’asta dopo una procedura esecutiva avviata da una banca per i debiti non onorati a causa di difficoltà economiche  insorte nella conduzione della sua azienda. E nelle more della vicenda ad aggiudicarsi la villa all’asta è stato un imprenditore di Bergamo.