Castellammare del Golfo-Accesso Faraglioni, è guerra al Tar: Comune si affida a legale esterno

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Si innesca una nuova battaglia giudiziaria tra i residenti dei Faraglioni di Scopello e l’amministrazione comunale. In 22 hanno presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della recente delibera della giunta guidata dal sindaco Nicola Coppola con la quale si prende atto del progetto esecutivo per garantire l’accessibilità pubblica alla spiaggia demaniale della ex Tonnara. Un progetto che prevede la realizzazione di una stradina di accesso attraverso una procedura di espropri dei terreni per pubblica utilità. Si rischia così di riattivare quella che è davvero un’eterna querelle sull’accesso alla Tonnara e che in verità sino ad oggi ha visto vincere i privati: nel 2010 l’ultimo atto di una serie di ricorsi e controricorsi con il Tar che sentenziò che i Faraglioni confinano direttamente col mare e in quella zona non è prevista la fascia demaniale con cui si garantisce l’accesso alla riva. In pratica sono considerati proprietà privata di chi è proprietario dell’immobile e del terreno confinante. Oggi chi vuole entrare all’interno dei Faraglioni, per godersi lo spettacolare mare e lo straordinario scorcio paesaggistico, deve corrispondere un ticket di 3 euro e 50 centesimi più il pagamento del parcheggio orario. Ora in pratica si sta riproponendo lo stesso identico scenario, con il Comune da una parte a volere garantire l’accesso pubblico e i privati dall’altro che invece per l’appunto rivendicano la proprietà privata. D’altronde ad essere contesa è una delle calette più belle della Sicilia, tanto da essere stata nel tempo scelta anche come “scenografia naturale” di importantissimi film, tra questi “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh. Senza dimenticare che i faraglioni e Scopello sono candidati come bene patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco. Certo è che siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso giudiziario perché quanto enunciato dal tar da una parte viene però smentito da altre sentenze, come quella del 2001 della Corte di Cassazione: la terza sezione penale ha stabilito che “nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia”. Intanto il sindaco e l’amministrazione vanno avanti per la loro strada, nonostante siano stati anche bersagliati dalle critiche di Legambiente che ha commentato negativamente il progetto di costruzione della stradella di accesso, tanto da innescare delle forti polemiche a distanza. Già la giunta ha dato mandato ad un proprio legale, l’avvocato Claudio Calafiore, di presentare opposizione al ricorso che è intentato anche nei confronti dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente.