Castellammare, circonvenzione o vero affetto? Un arresto e una denuncia

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Circonvenzione d’incapace. Con quest’accusa è finito agli arresti domiciliari il 40enne Salvatore Sclafani, di Castellammare del Golfo. L’ordinanza è stata eseguita dalla squadra di PG della Guardia di Finanza della Procura, dopo il pronunciamento del GIP, Emanuele Cersosimo che ha accolto la richiesta del PM Franco Belvisi. Denunciata invece la moglie del quarantenne, E.A. di 33 anni. La vicenda è abbastanza intrigata. La coppia, assieme ai loro 4 figli, vive assieme all’anziana che sarebbe stata circuita, una donna di 81 anni, che aveva anche assunto come badante, pare con tanto di contratto registrato, proprio la moglie dell’arrestato. Una convivenza che sarebbe stata di pubblico dominio nel quartiere Petrolo, a valle di via Marconi, dove la famiglia allargata abitava sotto lo stesso tetto, in via Vittoria Nenni.

Salvatore Sclafani, finito adesso ai domiciliari, era stato anche nominato procuratore dall’81enne e quindi, con tanto di rapporto di fiducia, aveva accesso alle somme della pensione della donna. Quest’ultima, interrogata dalla Guardia di Finanza che ha portato avanti anche indagini economiche, avrebbe risposto di essere sempre stata rispettata e accudita dalla famiglia Sclafani, e che le spese (gran parte riguardanti cure sanitarie) sono consistita in regali volontari in denaro per ricambiare l’affetto ricevuto. Qualcosa però non ha convinto gli inquirenti e il GIP, il 5 febbraio scorso, ha disposto i domiciliari per il quarantenne castellammarese.

La vicenda, che in paese aveva fatto scaturire alcuni sussurri, ha però radici più lontane. Anni fa un nipote della presunta vittima, che vive negli Stati Uniti, aveva intentato una causa, assistito da due avvocatesse di Palermo e di Bagheria, per ottenere la rappresentanza legale della zia, sorella del padre. In quell’occasione il tribunale respinse la richiesta. L’uomo sarebbe adesso ritornato alla carica dubitando della spontaneità della sua estromissione da parte della zia. Con gli avvocati aveva in pratica ventilato un certo plagio dell’anziana da parte dei coniugi Sclafani. Marito e moglie, difesi dall’avvocato Michelangelo Marino di Trapani, hanno depositato riesame contro l’ordinanza cautelare. Nel suo ricorso il legale sostiene che i rapporti dei coniugi Sclafani con la donna ottantunenne sono di pubblico dominio, così come l’affetto familiare tra la stessa anziana e tutta la famiglia, compresi i 4 figli. Il Tribunale del riesame si pronuncerà fra un paio di settimane.