Caso Rizzo, tutto secondo copione e aula spaccata. Inchiesta sindaco datata 2018

Viso segnato, nessuna voglia di sorridere. Così Nicola Rizzo, sindaco di Castellammare del Golfo, ha seguito l’intera seduta consiliare dedicata alle indagini che lo vedono coinvolto e ha rimesso il suo futuro amministrativo nella mani del consiglio comunale. Tutto, grazie ai numeri, era stato già deciso così come scritto nel documento della maggioranza che rappresentava l’unico punto all’ordine del giorno.

Una seduta, quella di ieri sera, sicuramente particolare e che ha coinvolto tantissimi cittadini e numerosi rappresentanti della stampa locale. Il parlamentino si è spesso trasformato in un’aula di tribunale con i consiglieri comunali di Oltre e di Forza Italia ad incoraggiare il sindaco e ad indossare le vesti degli avvocati difensori e con quelli di Castellammare 2.0, gruppo di opposizione, con indosso gli abiti dei pubblici ministeri. Innocentisti da un lato, colpevolisti o comunque inquirenti dall’altro.

Il massimo consesso civico ha registrato quasi il plenum, mancava soltanto Calogero Drago, eletto nella lista civica Oltre, quella del sindaco Rizzo. Hanno parlato quasi tutti (Stabile, Di Gregorio, Portuesi, gli assessori Tesè e Abate, Titola, D’Aguanno, Cusenza). L’attesa, ovviamente, era però per l’intervento del sindaco che ha puntualizzato alcune cose: non ha mai detto di non conoscere don Ciccio Domingo ed anzi da ragazzo ci giocava anche al pallone; non ha dimenticato il telefonino a casa quando ci fu il famoso incontro in casa di Ancona, padre della sua compagna; non aveva minimamente idea che quella mattina avesse incontrato Domingo; la sua posizione nulla ha a che vedere con l’operazione Cutrara che ha un altro numero di procedimento e il cui fascicolo venne aperto nel 2015.

Il procedimento che riguarda Nicola Rizzo è invece un altro e porta come data il 2018, proprio l’anno delle elezioni che portarono all’elezione a sindaco del rappresentante del movimento Oltre. Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe avere due letture: quella di una maggiore tranquillità e fiducia, così come palesato dal primo cittadino, ma anche l’altra di maggiore turbamento in quanto risalente, probabilmente, anche al periodo delle elezioni. Il famoso incontro fra Rizzo e Domingo avvenne invece nel settembre del 2019.

Alla fine dell’intervento del sindaco nessuno delle due parti ha mostrato interesse a modificare le proprie posizioni. Già d’altro canto negli incontri antecedenti la seduta era venuta fuori l’impossibilità di produrre un documento unitario, e sarebbe stato un segnale importante in un periodo così delicato. Prima del voto Nino Mistretta ha chiesto, per votare favorevolmente, che venissero modificati alcuni passaggi dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza. La proposta non è stata accolta e con il voto si è anche spaccato il neonato movimento Via: da un lato Liliana Crociata che ha votato a favore, but I dall’altro Nino Mistretta che si è invece astenuto.