Cartelle TARI in ritardo. Pronta, ma rinviata, mazzata (+110%) per aziende

Oramai ad Alcamo è un’abitudine consolidata. Scadono i termini per il pagamento dei tributi comunali ma, entro la stessa scadenza, i cittadini non ricevono le cartelle da pagare. Anche stavolta è quindi in consueto ritardo il recapito della cartella per il pagamento della Tari, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti.

I termini scadevano venerdì scorso e i più fortunati hanno ricevuto il modello di pagamento appena uno o due giorni prima. La scadenza, quindi, del 16 luglio per la prima rata è da ritenersi non perentoria. I plichi che sono in fase ancora di consegna prevedono comunque soltanto due delle tre rate e il totale è appena di circa il 10% in meno rispetto a quanto ogni utenza aveva pagato, per tutto l’anno, nel 2020. Poi dovranno essere recapitate le terze rate, quelle del saldo. E qui saranno dolori, soprattutto per le aziende.

La proposta della giunta Surdi, appena riformulata, già esaminata dalle commissioni consiliari e pronta ad arrivare, fra pochi giorni, in consiglio comunale, prevede un aumento per le utenze domestiche dell’1,3%, ben al di sotto di quelle che erano state le prime previsioni. I costi del servizio che quindi rimarranno da coprire finiranno a carico delle utenze non domestiche, vale a dire quelle di attività commerciali e artigianali. Una terribile mazzata del 110%.

Insomma le aziende che lo scorso anno pagavano per la Tari 10.000 euro si ritroveranno a dover sborsare 21.000 euro. Ma attenzione, gli aumenti non si vedranno sulla terza rata Tari dell’anno in corso perché il comune di Alcamo, come tutti comuni d’Italia, potrà utilizzare le somme de cosiddetto ‘Fondone’ nazionale destinato alle attività che hanno subito chiusure e danni dalla pandemia. Mazzata quindi soltanto per i supermercati? Neanche per loro. Tra due mesi e mezzo, infatti, si vota per le amministrative e la giunta Surdi, tra fondi regionali e altri assegnati per la pandemia, avrebbe trovato il modo per rinviare anche questa mazzata al prossimo anno.

Insomma il consiglio comunale, entro il 31 luglio, dovrà votare la nuova tariffazione TARI i cui effetti, soprattutto quelli pesantissimi per le utenze non domestiche, si vedranno soltanto nel 2022. Bisognerà adesso vedere quali gruppi consiliari daranno il loro voto favorevole alla proposta. Comunque vada, l’aumento dei costi del servizio negli ultimi anni, rimarrà una bella patata bollente che sarà consegnata all’amministrazione comunale che sarà eletta il 10 ottobre prossimo.