Cinque grandi carri in cartapesta già ultimati all’interno di un padiglione messo a disposizione in contrada Citrolo dall’industriale Vincenzo d’Angelo, ha salvato la manifestazione del Carnevale alcamese, organizzato dall’omonima associazione. “Giucà in Egitto”, “La fabbrica di cioccolato”, “La Natura”, “Gli alieni”, “Le Cuccarine”. Questi i nomi dei carri che sfileranno in occasione del Carnevale che si celebra per tre giorni. Le sfilate il 14,15 e 17 febbraio. Dietro i carri balleranno gli iscritti a cinque scuole di ballo all’interno delle quali si stanno svolgendo le prove. Coinvolti oltre 700 ballerini di varie età vestiti tutti in costume. Costi non indifferenti ancora da quantificare alla cui copertura contribuisce il Comune di Alcamo mentre gli organizzatori hanno organizzato una lotteria con 12 premi in palio. Prezzo minimo del biglietto due euro e 50 ma si può offrire anche di più. “La sfilata è un momento anche di inclusione- dice Cenzio Fascella, uno dei principali organizzatori- poiché sono state coinvolte le associazioni che si occupano di ragazzi con disabilità”. Musica, sfilate, balli in maschera caratterizzano la manifestazione che partirà dalla rotonda del Viale Italia fino a raggiungere attraversando il corso VI Aprile piazza Ciullo. Lo scorso anno il Carnevale alcamese è stato annullato per la indisponibilità di capannoni idonei per la costruzione dei carri. Ad Alcamo dopo il secondo conflitto mondiale un grande palco veniva installato in piazza Ciullo per potere ballare. C’erano negozi che affittavano i costumi. Musica al pianterreno di tante abitazioni per ballare tutta la notte. La borghesia e i professionisti alcamesi durante i tre giorni si riunivano al teatro Ferrigno dove sfilavano e ballavano vestiti in maschere tradizionali. Anche al circolo di cultura si organizzavano balli ripresi lo scorso anno dopo oltre 30 anni. La prima edizione al Circolo di cultura fu organizzata da Riccardo Sandias imprenditore illuminato