I sindacati della Polizia Penitenziaria annunciano una mobilitazione che potrebbe sfociare in proteste come il presidio con tende davanti alla Prefettura.
I rappresentanti provinciali delle sei sigle sindacali –denunciano con grave carenza di personale nella carcere trapanese, che supera le 80 unità mancanti in tutti i ruoli. A ciò- dicono i sindacati – si aggiungerebbe un’anomalia nei conteggi dell’organico comunicato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP): 26 agenti, che non operano in servizio effettivo presso l’istituto, risulterebbero erroneamente inseriti nella forza operativa. Secondo i sindacati, questa distorsione contabile avrebbe causato per anni una sottovalutazione della reale esigenza di organico, compromettendo le assegnazioni e aggravando ulteriormente la condizione lavorativa degli agenti.
A rendere più drammatica la situazione è stata l’apertura, già anni fa, del nuovo padiglione “Adriatico” che ha aumentato la capienza carceraria di 250 posti senza che vi sia stato un adeguato potenziamento del personale. «I colleghi – denunciano i sindacalisti – sono costretti a turni massacranti di 8, 10 e persino 12 ore, in un contesto in cui manca persino una sezione di isolamento operativa. Il reparto “Mediterraneo”, che dovrebbe essere chiuso per le sue condizioni strutturali, continua a funzionare, mettendo ulteriormente sotto pressione l’intera macchina penitenziaria». La mobilitazione, affermano le sigle sindacali, mira a riportare l’attenzione delle Istituzioni – a partire dal DAP e dal Provveditorato regionale – sulla necessità urgente di un ampliamento reale dell’organico e sulla revisione delle assegnazioni, per restituire dignità e sicurezza al lavoro degli agenti e garantire condizioni minime di ordine e trattamento all’interno dell’istituto. Chiesto un incontro urgente con il Prefetto. Obiettivo: «spiegare che, in queste condizioni, il carcere di Trapani non può più garantire sicurezza, legalità né il mandato costituzionale del reinserimento».