È scontro politico a Camporeale sulla gestione dell’emergenza idrica e, soprattutto, sui tempi della comunicazione alla cittadinanza. Il gruppo di minoranza “Tutti per Camporeale con Montalbano Sindaco” ha diffuso una nota durissima contro l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Cino, accusata di aver informato con grave ritardo i residenti sulla non potabilità dell’acqua distribuita nel centro abitato. Secondo quanto denunciato dall’opposizione, l’acqua sarebbe stata dichiarata non idonea al consumo umano già il 23 gennaio 2026, a seguito dei controlli effettuati dall’Asp sul serbatoio “Alto Spezzapignate”, che avrebbero rilevato il superamento dei parametri di torbidità. Una condizione che, come previsto dalle procedure sanitarie, comporta la necessità di un’ordinanza contingibile e urgente da parte del sindaco per vietarne l’uso a fini potabili. Il nodo centrale della polemica riguarda però il silenzio istituzionale che avrebbe accompagnato la fase iniziale dell’emergenza. “Parliamo di salute pubblica, non di un dettaglio burocratico”, scrive il gruppo di minoranza, sostenendo che per diversi giorni la popolazione sarebbe rimasta all’oscuro della reale situazione. Un ritardo giudicato “gravissimo”, soprattutto perché avrebbe esposto inconsapevolmente al rischio sanitario famiglie, bambini, anziani e soggetti fragili, che avrebbero continuato a utilizzare l’acqua per scopi alimentari. Il ritardo sarebbe ancora più ingiustificabile alla luce delle risorse pubbliche destinate a strutture e strumenti di informazione. “Risorse che dovrebbero essere utilizzate proprio nei momenti critici – si legge – e non per attività di mera propaganda”. In attesa di una replica ufficiale da parte del sindaco Cino, l’opposizione avanza richieste precise: la diffusione immediata e capillare dell’ordinanza, chiarimenti sui motivi del mancato avviso tempestivo, l’individuazione delle responsabilità per il ritardo e garanzie affinché episodi simili non si ripetano in futuro.