Calatafimi, torna in carcere il ladro “tuttofare”

CALATAFIMI – Non si smentisce il “criminale tuttofare” di Calatafimi. Ribattezzato così per la sua propensione e delinquere in diversi campi, anche questa volta Giuseppe Oliveri, 25 anni, ha dimostrato di sapersi “arrangiar” un po’ ovunque, specie quando si tratta di arraffare. E l’ennesima bravata gli costa caro, cioè vale a dire il ritorno in carcere. Così ha deciso il magistrato di sorveglianza dopo avere ricevuto l’informativa dei carabinieri della Compagnia di Alcamo che hanno ancora una volta beccato Oliveri. Questa volta, però, il giovane si è fatto sorprendere per furto di energia elettrica. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma il 25enne aveva realizzato un bypass dell’impianto elettrico di casa sua con la rete elettrica esterna. I carabinieri se ne sono accorti quando hanno effettuato il controllo presso l’abitazione di Oliveri per verificare che fosse in casa come da obbligo del tribunale di sorveglianza che ne aveva disposto i domiciliari. A fare bella mostra uno strano cavo che fuoriusciva dall’abitazione per poi finire direttamente all’interno di una cabina della corrente elettrica. Contattati i tecnici dell’Enel è stato accertato che in effetti era stato realizzato un allaccio abusivo per bypassare il contatore e approvvigionarsi direttamente della corrente, senza alcuna spesa, in danno della società. Da qui è scattata la denuncia dei carabinieri per furto di energia elettrica, e il tribunale di sorveglianza ha deciso di revocare i domiciliari al ragazzo per questa sua eccessiva inclinazione a delinquere. Giuseppe Oliveri conta infatti una sfilza infinita di condanne che si sono cumulate fra loro per una serie di reati commessi tra il marzo 2011 e l’aprile del 2012 tra il territorio di Alcamo e Calatafimi. La prima volta che i carabinieri mettono gli occhi addosso al 25enne è il marzo di tre anni fa quando viene arrestato una prima volta per ricettazione. Passa qualche mese e viene nuovamente ammanettato dai militari dell’Arma per furto aggravato in abitazione. Non solo: da qui partono delle accurate indagini da parte degli inquirenti che riescono a risalire ad altri due furti in appartamento sempre commessi da Oliveri, messi a segno nell’arco di una settimana l’uno dall’altra a settembre del 2011. A novembre il nome del ragazzo torna a farsi vivo: con un complice venne accusato di avere aggredito ad Alcamo un’anziana derubandola della collana d’oro che portava al collo. I due malviventi avrebbero anche tentato di sbarazzarsi della refurtiva cercando di venderla presso un laboratorio artigianale di oreficeria. Nel frattempo la vittima, grazie alla descrizione delle caratteristiche somatiche dei ladri, ha permesso di individuare Oliveri che si era dileguato facendo perdere con il complice le sue tracce. Nonostante ciò i due malviventi vennero identificati e arrestati per furto, aggressione e ricettazione. Nell’aprile del 2012 il giovane di Calatafimi, che stava scontando una condanna ai domiciliari, viene riportato in carcere: i carabinieri, nel corso di un controllo nell’abitazione, si sono resi conto della sua assenza. E qui è scattata l’accusa di evasione. Per tutti questi reati Olivieri è stato condannato a scontare cumulativamente una pena residua di un anno e sei mesi.