Calatafimi-Task force contro l’abbandono dei rifiuti, scattano multe

Arrivano le prime multe per chi abbandona i rifiuti  nelle periferie della città di Calatafimi Segesta. Le sanzioni sono state emanate grazie all’utilizzo delle telecamere di videosorveglianza installate in varie zone della città ma anche ai pattugliamenti organizzati in sinergia tra la polizia municipale e personale dell’Agesp, la ditta che ha in gestione in paese il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in paese. “L’abbandono dei rifiuti è una forma di inciviltà che danneggia l’ambiente e causa degrado –  dichiara il sindaco di Calatafimi Segesta, Vito Sciortino -. Il corpo di Polizia municipale e l’Agesp spa sono impegnati, ciascuno per le proprie competenze, a contrastare il fenomeno, potenziando l’azione contro i comportamenti scorretti che deturpano in modo inaccettabile il territorio”. Chi abbandona in modo incontrollato i rifiuti risponde dell’illecito amministrativo, che è contemplato nell’articolo 255 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, il numero 152, ed è inoltre tenuto a procedere alla rimozione, allo smaltimento e al ripristino dei luoghi. Salvo anche quei casi gravi in cui si abbandona rifiuto pericoloso, allora in questa fattispecie si rischia anche una denuncia penale. “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza causata da comportamenti incivili – afferma l’assessore all’Ecologia Gioacchino Tobia -, è importante che tutti riflettano su un aspetto talvolta sottovalutato: intervenire in modo mirato per rimuovere discariche abusive, raccogliere rifiuti ingombranti o pericolosi, ripulire aree imbrattate dagli incivili ha un costo che ricade su tutta la comunità, non sono più tollerabili, per rispetto della stragrande maggioranza di concittadini corretti, episodi di abbandono incontrollato di rifiuti che mortificano ancora la nostra amata città”. Su questa stessa lunghezza d’onda da tempo si sono mossi anche i Comuni vicini di Alcamo e Castellammare del Golfo dove oltre alla videosorveglianza si utilizzano pattuglie dei caschi bianchi che monitorano il territorio, mentre personale addetto alla raccolta rifiuti in alcuni casi ispeziona i sacchetti per provare a risalire a chi lo ha abbandonato. Un metodo che è servito sino ad oggi per stanare qualche sporcaccione.