Calatafimi: detective al Comune, sindacati promettono battaglia

Sindacati pronti a fare quadrato attorno ai dipendenti del Comune di Calatafimi dopo la notizia dei giorni scorsi inerente l’ingaggio, da parte dell’amministrazione comunale, di detective privati per verificare potenziali fenomeni di assenteismo. La Funzione pubblica della Cisl promette battaglia rispetto a questo provvedimento che è stato reso noto con tanto di avviso pubblico all’ingresso del municipio. Non piace alle organizzazioni di categoria l’idea che il lavoratore possa essere spiato e privato anche dei più elementari diritti alla privacy. Secondo la Cisl addirittura si potrebbe configurare uno speco di denaro pubblico da parte del primo cittadino e dei suoi assessori che hanno avallato questo progetto di ingaggio dei detective privati: “L’iniziativa del sindaco – afferma Marco Corrao, segretario provinciale della Cisl Fp Palermo Trapani – oltre ad essere palesemente uno spreco, dato che questo compito per legge devono svolgerlo i dirigenti, è ridicola e offensiva per tutti i lavoratori. Non è certamente questo il modo per gestire al meglio le risorse umane né per contrastare l’assenteismo, esistono misure e interventi specifici previsti dalle normative vigente, è sufficiente intanto conoscerli e poi applicarli”. Il sindacato mostra anche una certa ironia per commentare il provvedimento dell’amministrazione: “Il sindaco di Calatafimi, Vito Sciortino, dopo aver assoldato i detective privati a caccia dei lavoratori, – aggiunge Corrao – potrebbe reclutare anche il famoso commissario Rex, così certamente finirebbe sulle pagine di tutti i giornali e otterrebbe la notorietà che a lui sta molto a cuore”. Il primo cittadino, dal suo canto, ha giustificato l’iniziativa sostenendo che ci potrebbe essere spiacevoli “vizietti” tra i dipendenti del Comune. Se ne contano ben 125 in un paesino come Calatafimi, cioè vale a dire in un rapporto di un impiegato municipale ogni 50 abitanti. Tra i compiti assegnati agli investigatori privati il controllo dei permessi di uscita, il corretto impiego del badge per timbrare inizio e fine dell’orario di lavoro, l’utilizzo dei mezzi di trasporto del Comune in giorni diversi da quelli lavorativi. Ma anche il corretto utilizzo dei permessi pagati previsti dalla legge 104: in pratica i dipendenti potrebbero essere seguiti, per verificare se davvero impiegano quel tempo per assistere familiari disabili. “Perfino la Cassazione – sostiene Sciortino – giudica legittimo il licenziamento del dipendente che utilizza i permessi stabiliti dalla legge 104 per motivi diversi dall’assistenza ai familiari disabili”. “Se il sindaco – conclude Corrao – ha in mente di iniziare una caccia alle streghe contro i lavoratori per strappare cinque minuti di celebrità sui media, sappia che noi non staremo a guardare e difenderemo l’integrità e la dignità dei lavoratori”.