La voce rotta dall’emozione, gli occhi lucidi di chi sa per certo di stare vivendo un evento più unico che raro. E sentire, oltre all’orgoglio di fare parte di uno degli ultimi rituali che collega la modernità con la storia antica, la gratitudine per essere stata scelta tra migliaia di candidati, prima e unica alcamese nella storia. Brigida ha percorso i suoi 300 metri tra commozione e sorrisi, portando con sé il simbolo di un sogno che unisce le nazioni. Il percorso è stato breve ma intenso, ma la storia dietro il gesto affonda le radici nella Grecia antica: le fiaccole olimpiche prendono avvio da un rito sacro dedicato a Estia, dea del focolare e della famiglia, custode del fuoco che non si estingue mai. Ogni fiaccola che oggi attraversa le strade moderne è l’eredità di quel gesto millenario, un filo che lega passato e presente, mito e realtà.