Blutongue: “Situazione sotto controllo”

    Rassicurare la cittadinanza della Provincia di Trapani: con tale preciso scopo il Direttore del Dipartimento Veterinario dell’ASP Angelo Giudice, fornisce i dati del monitoraggio relativo alla febbre nota come “Bluetongue”, che sta facendo strage di ovini, non solo nel trapanese, ma anche nel palermitano e nel messinese.

    “E’ importante, – afferma il Dr. Giudice – , informare i cittadini che tale patologia non ha e non può avere nessuna ricaduta sulla salute pubblica, dato che i capi malati non vengono macellati e dato che gli animali affetti a causa della malattia non producono latte”.

    “In provincia di Trapani- continua – insistono quasi mille allevamenti di ovini e bovini, sottoposti a monitoraggio continuo”. Monitoraggio che era stato chiesto, qualche giorno fa, dall’assessore regionale all’agricoltura Dario Cartabellotta, per poi procedere con l’abbattimento degli animali incurabili e valutare la linea d’intervento preventivo da adottare. Al termine dell’incontro nella sede dell’ispettorato agrario, dove, si erano ritrovati, oltre a Cartabellotta, Ignazio Tozzo del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico e Antonio De Santis dell’Asp di Trapani e una rappresentanza degli allevatori trapanesi, si era parlato, nonostante la mancanza di stime precise, di circa duemila animali deceduti e che che su 60 aziende zootecniche del trapanese, 46 avevano già segnalato all’Asp l’invasione virale.

    I dati che quotidianamente vengono trasmessi all’Assessorato della Salute della Regionale e al Ministero della salute tramite il SIV-Sistema Informativo Veterinario- dicono che al momento 49 allevamenti risultano essere focolai attivi del virus, dunque su 16.141 capi bestiame ad oggi sono stati registrati 627 capi infetti, mentre altri 624 mostrano sintomi della patologia. Gli animali contagiati – assicurano dall’ASP – vengono sottoposti a terapia antibiotica per prevenire l’insorgenza dei germi di irruzione secondaria.

    “Possiamo affermare – conclude Giudice – che la situazione è sotto stretto controllo e che il dipartimento veterinario dell’ASP di Trapani, intende informare costantemente i cittadini sull’evolversi della situazione”.

    Ovviamente tra le conseguenze più facilmente delineabili della morìa quella del mancato reddito degli allevatori.