Beni confiscati, ad Alcamo e Castellammare del Golfo consegnati 22 immobili

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Cinque ad Alcamo e altri 17 a Castellammare del Golfo i beni confiscati alla mafia destinati ai rispettivi Comuni. Ieri la cerimonia di consegna al San Paolo Palace Hotel di Palermo dove 440 beni sottratti a Cosa nostra sono stati consegnati fra le provincie di Palermo e Trapani da parte dell’agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei  beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata. La consegna è stata curata dal prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia per i beni confiscati. Ad Alcamo sono stati consegnati tre edifici nelle vie XV Maggio, Caldiero e Federico II, una villetta ad Alcamo marina e un terreno in zone “cimitero”. “Con questi beni che ci sono affidati – afferma il sindaco di Alcamo Domenico Surdi – si continua il percorso intrapreso per restituire alla collettività degli immobili che potranno essere riutilizzati a fini istituzionali. La legalità è uno dei principi fondamentali cui la nostra amministrazione tiene in particolar modo ed infatti ci apprestiamo a portare in consiglio comunale il regolamento per l’utilizzazione e l’assegnazione dei beni confiscati alla criminalità”. Fabbricati e terreni in varie zone centrali della città ed in località come Scopello sono stati consegnati all’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo e saranno utilizzati per attività sociali, culturali e aggregative: “Si prosegue sul solco di quanto è stato già fatto con gli immobili confiscati e destinati a pronto soccorso sociale ed a centro diurno per disabili in contrada Bocca della Carrubba e Tavolatella – spiega il sindaco Nicolò Coppola -. Ma le possibilità di riconversione sono molteplici e questa amministrazione cercherà di utilizzarli al meglio per la comunità cittadina, scopo per il quale sono stati acquisiti”. A spiccare fra tutti degli edifici che si trovano in zona di San Paolo della Croce che diventeranno la nuova stazione dei carabinieri ed il nuovo commissariato di polizia di Stato: “Avvieremo – aggiunge Coppola – progetti ed attività di utilizzo in modo che gli immobili vengano restituiti alla collettività. L’assegnazione di altri 17 beni sottratti alla mafia avvia un percorso di riutilizzo che con senso di responsabilità amministrativo ci impegniamo a portare avanti con attenzione.