Belice, torna a tremare la terra

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In provincia di Trapani, nel Belice, ritornano i fantasmi di quel terribile 1968 quando la terrà tremò. Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3 è stata registrata ieri sera, alle 20.38, nel distretto sismico della Valle del Belice, tra le province di Trapani e Agrigento, con epicentro compreso tra Santa Margherita di Belice, Montevago, Menfi e Poggioreale. L’evento è stato localizzato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a una profondità di 12,6 chilometri ed è stato percepito dalla popolazione. “Abbiamo ricevuto decine di chiamate da parte di cittadini allarmati – spiegano vigili del fuoco e protezione civile – ma non ci risultano danni”. La zona è la stessa teatro di un disastroso terremoto nel 1968. Comincia a salire la paura nel trapanese che sempre nella zona del Belice ha registrato tra luglio 2012 e ottobre 2013 altre tre scosse che non sono andate oltre fortunatamente al magnitudo 3, senza quindi alcuna conseguenza. Scosse ravvicinate che cominciano a suscitare non poca paura dal momento che proprio il Belice fu la zona che venne colpita da un sisma devastante in quel funesto e famoso 1968, nella notte tra il 14 e 15 gennaio, quando si registrò il magnitudo 6,1. Tra i 14 centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale e Salaparuta nel trapanese, solo per citarne alcuni. Le vittime furono 370, un migliaio i feriti e circa 70 mila i senzatetto. Si ricordano gli altri paesi e cittadine che hanno subito danni ingenti: Castelvetrano, Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Vita ed anche Calatafimi. Questo episodio per qualche istante è tornato nella mente di chi ha vissuto quelle terribili ore, per fortuna quella della serata di ieri è stata solo una scossa di terremoto lieve durata solo qualche istante. Da considerare che la gran parte della provincia di Trapani è classificata dalla protezione civile siciliana come area sismica a rischio elevato, piazzata al numero 2 nell’apposita graduatoria. Ovviamente la zona del belice, per la sua storia, è indicata nella speciale cartina geografica con l’evidenziatore rosso. Qui vi sono paesi e città che hanno un grosso numero di strutture di «rilevanza strategica»: scuole, ospedali, caserme centri di protezione civile. Dal rischio terremoti in Sicilia si salvano solo poche realtà: nella provincia di Trapani figura soltanto Pantelleria, per il resto tutti gli altri 23 Comuni sono costantemente monitorati e sono potenzialmente aree soggette a eventi sismici rilevanti.