Banca don Rizzo, al via la “rivoluzione” nell’istituto di credito

L’assemblea è stata convocata in prima seduta per domani 18 agosto alle 16,30 nella sala delle assemblee della Banca don Rizzo di Alcamo con sede nella via Manzoni. Appare scontato che non sarà raggiunto il numero legale e quindi si procederà, come da ordine del giorno, durante l’assemblea convocata per le ore 9 di sabato 22 agosto nell’aula magna dell’istituto “Girolamo Caruso” che si trova nella via Kennedy. Iniziato dunque il conto alla rovescia che si concluderà con una vera e propria rivoluzione nell’ultra centenario istituto di credito alcamese. L’assemblea di sabato procederà ad una serie di modifiche statutarie tra cui il regolamento assembleare ed elettorale della società. Una volta ottenuto il benestare della Banca d’Italia si procederà ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Per partecipare all’elezione i candidati debbono presentare un curriculum. I candidati dovranno poi ottenere il gradimento del Fondo di garanzia della Banca d’Italia. Per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca don Rizzo, un presidente e quattro membri, si potrebbe votare verso la fine del mese di settembre. La rivoluzione è frutto di un’ispezione della Banca d’Italia, partita da una serie di esposti anonimi. Ovvero da quelle denunce fatte da vigliacchi. Da gente senza palle e spina dorsale che si trincera dietro l’anonimato non avendo il coraggio delle proprie azioni. Senza escludere qualche “manina” interna. Uno sport, quello dei vigliacchi anonimi, che ad Alcamo sarebbe molto praticato in tanti settori della vita pubblica e privata. Anche il presidente del consiglio sindacale sarà scelto dalla Banca d’Italia. Insomma sembra finita l’era dei consigli di amministrazione, formati da operatori e professionisti del posto per come li abbiamo conosciuti. E’ la prima volta nella gloriosa storia della don Rizzo che un consiglio di amministrazione, eletto nel maggio dello scorso anno, finisca con anticipo il suo mandato, conseguenza dell’ispezione della Banca d’Italia, che avrebbe mosso una serie di rilievi legati ai conti in rosso degli esercizi finanziari degli ultimi cinque anni. A provocare i conti in rosso, ma il patrimonio è di quasi 50 milioni di euro, ha sicuramente influito l’attuale congiuntura, pesantissima ne l Sud, che considera la Sicilia peggio della Grecia. La don Rizzo oggi ha 17 agenzie e oltre tre mila soci. Ed inoltre l’acquisizione di altri istituti in difficoltà per il salvataggio  imposto da Federcassa.  L’ attuale consiglio venne eletto nel maggio dello scorso anno e come primo segnale deliberò drastici tagli, su proposta del presidente Vincenzo Nuzzo, agli emolumenti percepiti dagli amministratori.