La Procura della Repubblica di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno e alle altre persone coinvolte nello scandalo giudiziario. Ciò quasi sempre porta poi al rinvio a giudizio, I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria li hanno intercettati per due anni. Sarebbe venuto fuori uno spaccato disarmante di gestione privatistica di fondi pubblici. I soldi assegnati dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Regione e dai singoli assessorati sarebbero stati assegnati garantendo una corsia privilegiata a persone vicine a Galvagno, deputato di Fratelli d’Italia che occupa la carica più alta nel parlamento siciliano Molte decisioni sarebbero passate dalle mani di Sabrina De Capitani che di Galvagno è stata la portavoce fino al giorno in cui, una volta emersi i dettagli delle indagini, si è dimessa. Ha avuto anche un incarico per la comunicazione alla fondazione Federico II che organizza eventi per la presidenza dell’Ars.
A spingere le scelte su chi e cosa finanziare sarebbe stato un giro di favori e tangenti, sotto forma di incarichi e consulenze. Si va dalle mostre di quadri alle iniziative di beneficenza, passando per apericena e convegni. Galvagno si sarebbe “adoperato per l’inserimento della concessione di contributi pubblici” in cambio di utilità che l’esponente politico di Fratelli d’Italia avrebbe ricevuto da due imprenditori: Marcella Cannariato e Nuccio La Ferlita, noto manager catanese dei concerti. Si tratta di contributi per diverse centina di migliaia di euro. Emrge dalle indagini l’uso dell’autoblu per andare a comprare kebab e patatine. È solo una delle 60 contestazioni mosse al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, tutte dettagliate nell’avviso di conclusioni delle indagini: passaggi ad amiche, a parenti, per andare a fare shopping o comprare fiori, per tornare a casa o per portare amici in giro per la Sicilia. Episodi contestati dalla procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia per il delfino di Ignazio La Russa. Galvagno avrà due mesi per presentare una memoria prima della eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei pm (la scadenza è di un mese ma i termini sono sospesi ad agosto). Galvagno si dice in grado di potere contrastare le accuse mose a suo carico