Ato rifiuti Tp 1: Sicilfert, altra perquisizione

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Sempre più nell’occhio del ciclone la Sicilfert, l’azienda marsalese che si occupa di smaltimento di rifiuti organici per conto anche dell’Ato Trapani 1, che abbraccia anche i territori di Alcamo e Castellammare del Golfo. Si è tenuta una seconda perquisizione all’interno degli impianti di contrada Maimone dopo una prima che era stata attivata dalla direzione distrettuale antimafia e che ha portato la Procura di Palermo a formulare accuse pesantissime e tra queste “irregolarità nello smaltimento dei rifiuti” che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio di esponenti dell’Ato Trapani 1, dell’Aimeri Ambiente e della stessa Sicilfert. Il secondo blitz è stato portato avanti dal comando dei vigili urbani marsalese è andato avanti per ore. In tal senso il sindaco Giulia Adamo ha già annunciato che nel procedimento giudiziario si costituirà parte civile: “Nel contempo manifestiamo la nostra disponibilità nei confronti dell’Autorità Giudiziaria – sostiene il primo cittadino – nel porre in essere qualunque azione che possa agevolare l’individuazione di ogni e possibile responsabilità a carico di chiunque sia coinvolto nella vicenda. Da diverso tempo l’amministrazione comunale stava cercando una valida alternativa in ordine al conferimento del rifiuto organico, atteso anche il regime di monopolio in cui opera la stessa Sicilfert; in tal senso, infatti, si è più volte sollecitato il Direttore Generale del Dipartimento Acque e Rifiuti della regione al fine di accelerare la procedura per il finanziamento dell’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere presso il Comune di Calatafimi-Segesta, peraltro su un terreno confiscato alla mafia. Chiederemo un incontro urgente al nuovo assessore regionale – aggiunge la Adamo – perché questo ennesimo episodio che si registra nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia, ancorchè non accertata al momento alcuna responsabilità, spinga gli organi regionali nel giungere in tempi brevi alla realizzazione dell’impianto di Calatafimi che servirebbe i territori dell’intera provincia”. Questo filone giudiziario vede coinvolto ancora una volta anche l’ex senatore alcamese del Pd Nino Papania: per lui l’ipotesi è di “corruzione”. Secondo la Procura l’Aimeri ambiente faceva finta di fare la raccolta differenziata nei comuni Ato, tra cui anche Alcamo e Castellammare del golfo, mentre conferiva tutto alla Sicilfert. Pare però che l’azienda marsalese trattava soltanto fittiziamente i rifiuti come se fossero organico. Il tutto, in sintesi, significava che Aimeri si faceva pagare per un servizio che non svolgeva, la raccolta differenziata, e la Sicilfert otteneva una commessa per uno smaltimento dei rifiuti che non avrebbe dovuto fare. Questo anche per consentire all’Aimeri di raggiungere le percentuali di raccolta differenziata stabilite dal contratto per non incorrere nelle sanzioni previste.

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