L’Assemblea Territoriale Idrica di Trapani ha chiesto ai deputati regionali del territorio l’inserimento, nella Legge di Stabilità in discussione all’Ars, di un finanziamento straordinario da 30 milioni di euro. La richiesta, già avanzata nelle scorse settimane alla Presidenza della Regione durante il confronto sull’emergenza idrica, è destinata all’installazione dei contatori elettronici nei comuni ex EAS. Secondo l’ATI, il territorio continua a scontare criticità strutturali ereditate dal dissesto dell’Ente Acquedotti Siciliani che impediscono l’avvio pienamente operativo del Servizio Idrico Integrato. Negli ultimi due anni l’Ente ha completato un complesso processo di ricostruzione tecnico-amministrativa, adempiendo agli obblighi regolatori e programmando investimenti per digitalizzare le reti, ridurre le perdite e mettere in sicurezza le infrastrutture.
“L’intervento da 30 milioni permetterebbe di attivare la bollettazione certificata, misurare con precisione i consumi, rendere operativo un sistema gestionale conforme agli standard ARERA e garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’intero assetto idrico provinciale”, è critto in una nota dell’Ati.«Il sostegno dei rappresentanti istituzionali del territorio è determinante per colmare un divario che penalizza da anni cittadini e amministrazioni locali», dichiara il presidente dell’ATI Trapani, Francesco Gruppuso, sottolineando la necessità di un servizio idrico moderno, efficiente e finalmente allineato agli standard nazionali. Intanto è stata convocata una nuova riunione della Cabina di regia sulla gestione delle riserve idriche, con un focus anche sui progetti presentati dai Comuni di Trapani, Erice e Salemi per la realizzazione di nuovi pozzi e interventi mirati alla riduzione delle perdite.