Dieci anni per una sentenza di primo grado: l’ennesimo episodio della lentezza della giustizia italiana arriva dal Tribunale di Caltanissetta. I giudici hanno assolto ieri l’ex senatore del PD Nino Papania, difeso dall’avvocato Vito Di Graziano, coinvolto in un processo che vedeva imputato anche il maresciallo dei Carabinieri Roberto Sabato.
Le accuse e il contesto
Papania e Sabato (all’epoca in servizio ad Alcamo e assistito dagli avvocati Saro Lauria e Vania Giamporcaro) erano accusati, a vario titolo, di:
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Accesso abusivo al sistema informatico del Ministero dell’Interno;
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Rivelazione di segreti d’ufficio;
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Favoreggiamento personale.
I fatti contestati risalivano al periodo 2013-2014. L’indagine era nata da una denuncia di Rossana Penna, all’epoca sostituto procuratore a Trapani, per una presunta attività di dossieraggio ai danni suoi e del marito, l’avvocato milanese Roberto De Mari.
In quel periodo, Papania era indagato per voto di scambio in relazione alle elezioni comunali di Alcamo del 2012 (accusa da cui è stato poi assolto in appello). Proprio durante quelle indagini, condotte dalla dottoressa Penna, gli inquirenti avevano rinvenuto nell’ufficio del senatore alcuni documenti riservati — esposti e annotazioni di polizia giudiziaria — che secondo l’accusa facevano parte di un piano per screditare il magistrato trapanese. Papania, di contro, ha sempre sostenuto che l’acquisizione di tale materiale fosse avvenuta in modo legittimo.
Dopo oltre un decennio, il Tribunale di Caltanissetta (presieduto da Francesco D’Arrigo) ha pronunciato il verdetto:
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Nino Papania: Assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 5 anni e 8 mesi.
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Roberto Sabato: Condannato a 3 anni per un singolo episodio di accesso al sistema informatico della compagnia di Alcamo, in violazione del regolamento interno. Il sottufficiale, oggi in servizio a Partinico, è stato invece assolto da tutti gli altri capi d’accusa (rivelazione di segreti, favoreggiamento e altri accessi abusivi). La condanna prevede anche il pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni alle parti civili, da liquidarsi in separata sede.
Nonostante la condanna sia inferiore ai 6 anni richiesti dal PM, la difesa del maresciallo Sabato ha già annunciato il ricorso in Appello non appena saranno depositate le motivazioni, ribadendo l’insussistenza del reato.