Asp di Trapani, concorso per dirigenti di Patologia Clinica: sei posti rimangono vacanti

Sette posti da coprire e solo un medico in prova. È il bilancio sorprendente del concorso bandito dall’ASP di Trapani per l’assunzione di dirigenti medici di Patologia Clinica. Su tredici domande esaminate, undici provenivano da medici ancora in formazione, ma alla prova finale si è presentato un solo candidato, vincitore del concorso. Sei posti restano così scoperti, con un impatto immediato sul funzionamento dei laboratori e sulla qualità dei servizi diagnostici. Il problema non è solo numerico. Prima del concorso, l’ASP aveva cercato di colmare i vuoti attraverso la mobilità interna: nessun medico si è fatto avanti. Il segnale è chiaro: le condizioni di lavoro, la collocazione periferica e le prospettive professionali poco competitive scoraggiano l’arrivo di personale qualificato. La Patologia Clinica, fulcro della diagnostica ospedaliera e territoriale, rimane dunque sotto organico, con carichi di lavoro gravosi per chi è già in servizio. La vicenda trapanese riflette una tendenza più ampia in Sicilia. Dietro i dati emergono criticità note da tempo: la difficoltà di attrarre medici nelle sedi periferiche, la mobilità verso centri più grandi o regioni del Nord, il settore privato competitivo, e retribuzioni che non compensano la responsabilità e i ritmi di lavoro. Tutti elementi che rendono i concorsi strumenti formalmente efficaci, ma sostanzialmente incapaci di risolvere il problema reale. Per Trapani il nodo ora è come colmare i sei posti rimasti vacanti: nuovo bando, incarichi temporanei o procedure di mobilità supplementari. La cosa che preoccupa di più la cittadinanza, alla luce dei recenti scandali sui ritardi nell’esecuzione dei referti istologici, è che nell’attesa di decisioni concrete, i laboratori continuano a operare con personale ridotto, aumentando i tempi di refertazione e comprimendo la qualità dei servizi sanitari offerti alla popolazione.