Ximenes, continua la protesta contro il rientro del professore alcamese sospeso

Una serie di episodi che sarebbero avvenuti durante le lezioni di latino sta scuotendo il liceo classico Fardella–Ximenes di Trapani. Al centro della vicenda c’è un professore di latino quarantenne, originario di Alcamo, sospeso nei mesi scorsi dopo le segnalazioni di studenti e famiglie. Il caso è diventato pubblico dopo gli articoli pubblicati dalla testata Tp24, che hanno acceso un forte clamore mediatico attorno alla vicenda. Secondo quanto riferito dai genitori di una quinta del liceo e riportato sulla testata, durante le sue lezioni il docente avrebbe utilizzato un linguaggio ritenuto inappropriato per un’aula scolastica, con riferimenti espliciti alla sfera sessuale, oltre a racconti personali giudicati fuori contesto e fin troppo dettagliati, come quello dell’essere stato accompagnato dal padre da una prostituta per il suo diciottesimo compleanno. Da fonti dirette risulterebbero anche commenti offensivi rivolti ad alcuni studenti: una ragazza sarebbe stata insultata per il trucco considerato “troppo pesante”, mentre a un altro studente con disabilità il professore avrebbe rivolto espressioni denigratorie. L’escalation avrebbe avuto un picco poi rivelatosi decisivo, quando il docente avrebbe preso di mira uno studente con frasi pesantemente allusive sulla sua sfera sessuale. Le parole pronunciate in aula con continuità avrebbero avuto un effetto devastante sullo studente, che avrebbe avuto un crollo emotivo, smettendo di mangiare e rifiutandosi di tornare a scuola. Da quel momento la vicenda è arrivata ai genitori e alla dirigente scolastica, Antonella Ursino che ha avviato un procedimento disciplinare: allontanato dalla classe il 15 novembre 2025 è stato sospeso dal servizio dal 7 gennaio al 7 marzo. La classe, una quinta che quest’anno dovrà sostenere l’esame di stato, avrebbe ritrovato stabilità e continuità didattica con la docente incaricata supplente. Per questo il 18 febbraio 46 genitori hanno protocollato una diffida indirizzata alla dirigente scolastica dell’istituto e, per conoscenza, all’Ufficio scolastico provinciale di Trapani chiedendo che il docente non venga riassegnato anche dopo la fine della sospensione disciplinare. Un tentativo di preservare l’equilibrio educativo raggiunto negli ultimi mesi e non una punizione -dichiarano. Non sono mancati anche tentativi di ridimensionare il caso e di riportarlo a una dimensione più umana, invitando a non trasformare la vicenda in una condanna definitiva della persona e a considerare che il percorso disciplinare è già stato affrontato nelle sedi competenti. Intanto il rientro del docente si avvicina e, a quattordici giorni dalla diffida presentata dalle famiglie, non è ancora arrivata una risposta formale dalla dirigenza.