Vicenda Ipab Mangione, Giacomo Sucameli attacca il sindaco Domenico Surdi

di Giuseppe Maniscalchi ·

IPAB Mangione di Alcamo, decreti ingiuntivi firmati dagli ex direttori

Il grande lavoro svolto con impegno e passione da parte del commissario Rosario Candela, dalle suore e da tutti gli operatori dell’Ipab “Mangione” della via Florio di Alcamo ha consentito la sopravvivenza di una istituzione, conosciuta come “Boccone del povero” che dal 1811 opera nel campo dell’assistenza agli anziani indigenti, le cui rette in parte, allo stato attuale una decina, vengono pagate dal Comune. I conti sono in rosso con un deficit che ammonterebbe a circa due milioni di euro.

Le difficoltà per le Ipab siciliane iniziarono una quindicina di anni fa quando la Regione annullò i contributi che consentivano di pareggiare il bilancio. Sette anni fa l’amministrazione di allora mise in vendita immobili di proprietà della storica IPAB Casa di ospitalità “Mangione” di Alcamo per ripianare i gravi debiti dell’ente. Venne deliberata la vendita di un edificio in Corso dei Mille (valutato 920 mila euro ed ex scuola comunale) e di un immobile in Corso VI Aprile (120 mila euro). Ma non si presentarono acquirenti. Il grande immobile ora accusa il peso degli anni tanto che a seguito di una segnalazione di verifica di stabilità, i vigili del fuoco sono intervenuti hanno rilevato delle criticità strutturali riguardanti il piano terra e piano primo, pertanto, si è reso necessario lo sgombero sia degli operatori che degli ospiti presenti all’interno della struttura.

E’ iniziata quindi la corsa contro il tempo per assicurare ai 23 anziani ospiti della struttura una sistemazione alternativa ed idonea. Il sindaco Domenico Surdi punta il dito contro la Regione sulla quale scarica tutta la responsabilità di questa situazione. Dichiara il Sindaco Domenico Surdi “siamo intervenuti immediatamente sia con i nostri tecnici per una verifica delle attuali condizioni di stabilità della struttura. Abbiamo avuto la disponibilità da parte di altre strutture accreditate, fuori dal territorio di Alcamo, ad accogliere queste persone.”. Continua il sindaco “e non posso fare a meno di ricordare che la Regione ha delle grandi responsabilità perché, da troppo tempo, ha lasciato all’ incuria e all’abbandono queste strutture. Strutture che adesso pagano lo scotto di una mala gestione politica che le ha sfruttate, per anni, senza preoccuparsi della sostenibilità dei servizi e della funzionalità delle strutture stesse”. Infine – conclude Surdi – quando penso ai nostri anziani si sono ritrovati a vivere quest’emergenza dolorosa, sorge spontaneo un appello a tutte le istituzioni coinvolte affinché ognuno faccia la propria parte per far tornare la struttura operativa, nel più breve tempo possibile, e possibilmente con una sede rinnovata e più accogliente”.

Ma è già polemica per la presa di posizione contro il primo cittadino alcamese di Giacomo Sucameli, responsabile del movimento “SiamoAlcamo”, scrive Sucameli” Prendiamo atto con preoccupazione dello sgombero della Casa di Ospitalità “ Mangione”. Quando si parla di “mala gestione politica” e di “anni di incuria della Regione”, ci si dimentica un dato fondamentale: il Sindaco Domenico Surdi amministra Alcamo da quasi 10 anni. “Dove è stato il Comune in tutto questo tempo? Quali verifiche, manutenzioni, solleciti e investimenti sono stati fatti sulla Mangione? La sicurezza delle strutture non si scopre dopo lo sgombero dei Vigili del Fuoco. Si costruisce giorno per giorno, con programmazione e controllo. Scaricare tutte le responsabilità sulla Regione oggi serve solo a non rispondere delle proprie. Chiediamo al Sindaco: 1. Da quando il Comune era a conoscenza delle criticità strutturali?

  1. Quali atti concreti sono stati fatti per mettere in sicurezza la struttura negli ultimi 10 anni? 3. Qual è il piano e i tempi certi per la riapertura? A queste domande il Sindaco deve dare una risposta pubblica ai cittadini alcamesi. Gli anziani meritano rispetto, non passerelle e non scaricabarile” conclude Sucameli

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