Via libera dalla commissione bilancio al 'social freezing', fino a 3 mila euro per le siciliane

di Redazione Alpa Uno ·

Via libera dalla commissione bilancio al 'social freezing', fino a 3 mila euro per le siciliane

Congelare gli ovociti per preservare la fertilità non dovrà essere una possibilità riservata soltanto a chi può permettersela. È questo l’obiettivo dell’emendamento presentato dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi e approvato dalla Commissione Bilancio dell’ARS. La misura prevede un contributo fino a 3 mila euro destinato alle donne siciliane tra i 27 e i 40 anni con un ISEE familiare non superiore a 30 mila euro. Per finanziare l’intervento è previsto uno stanziamento sperimentale di 300 mila euro per il 2026.

Il social freezing consiste nella crioconservazione degli ovociti, una tecnica che consente di preservare la possibilità di ricorrere in futuro alla fecondazione assistita. Una scelta che può essere legata a ragioni diverse: il percorso professionale, lo studio, condizioni personali o familiari e, più in generale, il rinvio della maternità. Ma il costo delle procedure può rappresentare un ostacolo concreto, rendendo di fatto questa opportunità più facilmente accessibile a chi dispone di maggiori risorse economiche. È proprio su questo divario che interviene la proposta approvata in Commissione. «Una donna non può vedersi negata una possibilità per il proprio futuro semplicemente perché non può permettersi di sostenerne i costi», sostiene Ciminnisi, secondo cui il tempo biologico non fa differenze in base al reddito e non dovrebbe farle neppure la possibilità di accedere alla tecnica.

L'emendamento rappresenta la sintesi di una precedente proposta di legge sul tema elaborata dalla stessa Ciminnisi insieme all’ex deputata regionale Martina Ardizzone. Il provvedimento dovrà adesso passare dall’Aula dell’Assemblea regionale siciliana per l’approvazione definitiva. L’obiettivo dichiarato è estendere anche in Sicilia una misura già prevista in altre regioni italiane, introducendo un sostegno economico per le donne che scelgono di preservare la propria fertilità ma che, senza un contributo pubblico, rischierebbero di non potersi permettere la procedura.