Venti di guerra su Trapani-Birgi, interrogazione urgente di Ciminnisi su uso militare

Un’interrogazione urgente per fare chiarezza sul possibile utilizzo dell’aeroporto di Trapani-Birgi come snodo operativo in uno scenario di crisi internazionale. A presentarla all’Ars è la deputata regionale del M5S Cristina Ciminnisi, che chiede al Governo siciliano trasparenza sull’attuale impiego della base e garanzie per la piena operatività civile dello scalo. Nel mirino c’è l’Aeroporto di Trapani-Birgi, infrastruttura a doppia anima: civile, con il “Vincenzo Florio” motore economico della Sicilia occidentale, e militare, sede del 37° Stormo dell’Aeronautica. Un equilibrio delicato che, secondo la deputata, rischia di incrinarsi con l’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente e con il crescente attivismo delle basi siciliane nel Mediterraneo, dalla Naval Air Station Sigonella al MUOS di Niscemi. Ciminnisi ricorda che Birgi è stato recentemente individuato come polo internazionale di addestramento per piloti F-35 e sottolinea che si tratta di una base NATO attivabile in caso di crisi. Un ruolo che in passato ha già visto Trapani protagonista nelle operazioni legate al Nord Africa e che oggi, evidenzia, rende necessario un quadro informativo chiaro e completo. L’atto parlamentare punta a definire l’effettiva portata del coinvolgimento operativo dello scalo e le valutazioni effettuate sulla sicurezza della popolazione. Centrale anche il profilo economico: il piano di sviluppo del “Vincenzo Florio” mira a raggiungere 1 milione e mezzo di passeggeri entro quest’anno, obiettivo che richiede stabilità operativa, tutela degli slot e salvaguardia dei corridoi di volo destinati al traffico civile. La deputata sollecita un’interlocuzione urgente con il Ministero della Difesa per ottenere risposte ufficiali e vincolanti, chiedendo tutele certe per il territorio in una fase in cui la Sicilia si trova sempre più al centro dello scacchiere militare del Mediterraneo.