Vendemmia al via ad Alcamo: qualità alta, ma pesa l’incognita dei silos pieni

di Giuseppe Maniscalchi ·

Vendemmia, boom di produzione nell’alcamese e in provincia

Prende il via da domani, in anticipo rispetto agli anni passati a causa del grande caldo, il rito secolare della vendemmia alcamese, motore trainante dell’economia locale. A dare il calcio d’inizio saranno due tra le principali strutture del territorio, la cantina Fiumefreddo e la San Francesco di Paola, seguite a breve dalla Sant’Antonio. Un settore, quello vitivinicolo, che in città muove un giro d’affari di quasi 20 milioni di euro all’anno e che vede gli agricoltori alcamesi tra i principali maestri della produzione enologica.

Si partirà con la raccolta delle uve precoci, destinate alla produzione di vini pregiati come il Pinot, in attesa della data di avvio ufficiale della campagna fissata per il 24 agosto.

Produzione in calo ma di ottima qualità

Le prime stime sulla nuova annata delineano un quadro a due facce:

  • Qualità: Eccellente per tutte le varietà.
  • Quantità: Si registra una contrazione della produzione compresa tra il 15% e il 25%.

«La qualità è buona, ma registriamo un calo della produzione tra il 15 e il 25 per cento», spiega Salvatore Orlando, presidente della cantina Fiumefreddo.

L’allarme: cisterne piene e stoccaggio a rischio

A preoccupare maggiormente i produttori non è la resa dei campi, bensì la gestione della logistica in cantina. Il rischio concreto è quello di non avere spazio sufficiente per immagazzinare il nuovo mosto.

In tutta la Sicilia si calcola che siano circa 2,77 milioni di ettolitri di vino ad essere rimasti invenduti o stoccati.

  • Il nodo dei trasporti: Molte partite di vino già vendute alle aziende del Nord Italia giacciono ancora nei silos. A bloccare i ritiri è soprattutto il forte aumento dei costi del carburante e dei trasporti.
  • I fattori della crisi: Un collasso causato da una combinazione di fattori, tra cui le tensioni internazionali, il rincaro dei costi energetici e una generale contrazione dei consumi.

L’appello alla Regione: «Distillazione di crisi subito»

Per sbloccare la situazione, le cantine siciliane hanno chiesto la misura straordinaria della distillazione di crisi. L’assessorato regionale all’Agricoltura ha predisposto un piano di salvataggio da 80 milioni di euro all’interno della nuova manovra finanziaria, ma i tempi della politica rischiano di non coincidere con quelli della natura.

«L’approvazione della manovra tarda e forse se ne parlerà a settembre. Ma noi dove metteremo il nuovo mosto?», incalza Orlando. «Ci appelliamo a tutto il governo e all’Assemblea Regionale Siciliana affinché approvino subito il provvedimento per evitare la paralisi della nuova campagna vitivinicola».