Usura, revocato l’obbligo di firma per l’ex poliziotto Federico: processo al via il 22 giugno

Il collegio del tribunale di Trapani, presieduto da Franco Messina, accogliendo la richiesta dell’avvocato Vito Galbo ha revocato l’obbligo di firma presso la caserma di carabinieri di Alcamo per Antonio Federico, 64 anni, ex sottufficiale della Polizia di Stato, sotto processo con l’imputazione di usura aggravata. Il provvedimento scattò un anno fa a conclusione delle indagini dei militari iniziate dopo la denuncia nel maggio del 2024 da parte del commerciante di auto Vincenzo Alesi. Questi si è costituito parte civile ed è assistito dall’Associazione antiracket e antiusura con l’avvocato Davide Bambina. Dopo la costituzione delle parti il processo è stato aggiornato al prossimo 22 giugno e in quella data il primo a deporre sarà Vincenzo Alesi. Sono ben 55 i testi della difesa e una decina quelli che deporranno su convocazione del pubblico ministero.
Vito Galbo difensore di Antonio Federico ha sempre sostenuto la tesi dell’inattendibilità del commerciante, sottolineando come le operazioni denunciate siano, a suo dire, inesistenti. Le accuse sono sempre state respinte con fermezza dall’ex sottufficiale di polizia per decenni in servizio al commissariato di Alcamo dove era considerato un investigatore di punta nella lotta alla criminalità e alla mafia. Le indagini hanno preso il via nel maggio 2024, dopo l’esposto presentato dal noto commerciante d’auto. “La revoca dell’obbligo di firma- dice l’avvocato Vito Galbo- è un enorme alleggerimento della posizione del mio assistito poiché non esistono più esigenze per limitare la sua libertà di movimento”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Federico avrebbe iniziato a prestare somme di denaro al commerciante a partire dal 2013, per un totale di circa 150 mila euro. In cambio, l’ex poliziotto avrebbe preteso e ottenuto assegni per un valore complessivo di circa 225.000 euro. A tutela del debito, sarebbe stata sollecitata l’iscrizione di un’ipoteca volontaria su un appartamento della vittima, immobile attualmente sotto sequestro.
Antonio Federico era stato coinvolto in una vicenda giudiziaria nell’ambito delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle stragi mafiose del 1992-1993 con l’accusa di depistaggio. Nel febbraio del 2025, però, il Gip di Caltanissetta ha disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura, La magistratura ha quindi escluso qualsiasi tentativo di depistaggio da parte di Federico