Uccise la moglie, operaio alcamese condannato all’ergastolo

di Giuseppe Maniscalchi ·

Tragedia nel ‘Varesotto’, la coppia aveva lasciato Alcamo una trentina di anni fa

Vincenzo Gerardi, alcamese di 58 anni, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Teresa Stabile 55 anni anche lei di Alcamo. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dai giudici della Corte d’assise Busto Arsizio, dove è stato celebrato il processo. Accolta la richiesta del Pubblico ministero Ciro Caramone e della parte civile, rappresentata dagli avvocati Cesare Cicorella e Manuela Scalia, che aveva aderito alla richiesta di condanna al massimo della pena. L’ omicidio avvenuto il 16 aprile del 2025 a Samarate, provincia di Varese dove la coppia si era trasferita per lavoro. Per il Pm non ci sono stati dubbi: Gerardi era perfettamente capace di intendere e di volere, come si evince dalla perizia di una criminologa. L’avvocato Vito Di Graziano, che difendeva l’imputato, aveva presentato richiesta di perizia psichiatrica forte di una consulenza che avrebbe messo in dubbio le capacità di intendere e volere dell’uomo. La Corte ha accolto invece la tesi contenuta nella relazione di una criminologa secondo la quale Gerardi era perfettamente cosciente quando uccise la moglie a coltellate.

Nella sua requisitoria il pm Ciro Caramone ha sottolineato, fra l’altro, “che era provata l’ aggravante della premeditazione e che non ci sono ragioni per concedere le attenuanti generiche. L’ergastolo è l’unica pena possibile ed è quella che questo caso merita”. Secondo le indagini non si è trattato di un gesto improvviso, ma dell’epilogo di una violenza maturata nel tempo all’interno di una relazione ormai compromessa. Secondo Caramore, Teresa Stabile era da tempo vittima di un rapporto caratterizzato da controllo, sopraffazione e maltrattamenti, culminato nell’omicidio. “È stato l’approdo finale di un rapporto tossico”, ha affermato il pubblico ministero. Tesi queste respinte dalla difesa, che ha preannunciato appello, non appena saranno rese note le motivazioni della pena. Determinanti ai fini della condanna sarebbero stati anche gli elementi raccolti durante le indagini. La coppia ha due figli che si sono costituiti parte civile così come il padre, la madre e la sorella di Teresa Stabile.

All’inizio del processo i giudici avevano disposto il sequestro conservativo del Tfr e di ogni altro titolo maturato nell’ambito del rapporto lavorativo di Gerardi con la Prealpipool, di cui era dipendente. Quel denaro, che deve ancora essere quantificato, sarà destinato al risarcimento dei figli Christian e Alessio. Ma il difensore di Gerardi , Vito Di Graziano, si oppose poiché in questo caso verrebbero a mancare i soldi per il pagamento dell’onorario e le spese di giudizio. Nemmeno uno sguardo tra Vincenzo Gerardi e i figli Alessio e Cristina, durante le udienze. Ieri Gerardi ha assistito impassibile alla sentenza che lo condanna a vita. E’ stato inoltre condannato al pagamento di 880 mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva ai genitori, ai figli e alla sorella della vittima. La sentenza p stata emessa dopo quasi 4 ore e mezzo di camera di consiglio.