Turi Serafino torna a splendere: ad Alcamo nuova vita per il busto del poeta bracciante

di Giuseppe Maniscalchi ·

Turi Serafino torna a splendere: ad Alcamo nuova vita per il busto del poeta bracciante

Turi Serafino (nato nel 1845 e deceduto nel 1925) è stato un importante poeta dialettale alcamese. Bracciante e analfabeta, dettava le sue poesie o le “appuntava” in modo tale che il tipografo Pipitone potesse interpretarle e stamparle.

Venne sepolto accanto alla moglie nel cimitero dei Cappuccini Vecchi, ma per lungo tempo nessuno si è preso cura di tenere pulito e in ordine il busto in marmo bianco, realizzato dallo scultore alcamese Giuseppe Ospedale. Ieri, però, il busto è tornato al suo antico splendore grazie a Giuseppe Galbo, appassionato, studioso di opere antiche e collezionista di foto di una Alcamo oggi completamente diversa. Galbo tutela la memoria storica della città, motivo per cui le sue iniziative risultano ancora più interessanti. Grazie alla collaborazione di un impiegato, Mario Franco, ha così tirato a lucido il monumento che ricorda Turi Serafino.

Tra le sue rime religiose, la più diffusa risulta la poesia lirico-narrativa: “Truvamentu e ‘ncurunazioni di la immagini di la Maronna di li Mraculi”. Nel 1998, il compianto storico, il professor Carlo Cataldo, ne parlava e lo ricordava presso l’Associazione Poeti Dialettali “Cielo d’Alcamo”.

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