Trecentodiciotto piante di marijuana coltivate in una serra indoor a Carini, un arresto

di Redazione Alpa Uno ·

Trecentodiciotto piante di marijuana coltivate in una serra indoor a Carini, un arresto

Trecentodiciotto piante di marijuana coltivate in una serra indoor perfettamente attrezzata, chili di stupefacente già essiccato e persino un sofisticato sistema per creare il microclima ideale alla fioritura. È quanto ha scoperto la Polizia di Stato a Carini, dove un 19enne è stato arrestato con l’accusa di produzione di sostanze stupefacenti e furto di energia elettrica. L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato “San Lorenzo”. Tutto è partito quasi per caso, al termine di un altro intervento sul territorio: i poliziotti, mentre stavano rientrando in città, hanno avvertito un forte odore acre provenire dalla zona di alcune villette. A insospettirli è stata soprattutto una struttura apparentemente abbandonata ma circondata da una fitta vegetazione, con condizionatori accesi, finestre sigillate e un impianto di videosorveglianza nascosto tra le fronde. Con il supporto dei Vigili del Fuoco, gli agenti hanno effettuato l’accesso all’immobile, trovandosi davanti una vera e propria centrale della marijuana. All’interno c’erano 318 piante in varie fasi di crescita, tre grossi sacchi contenenti piante essiccate e congelate in un bancone frigorifero, oltre a decine di lampade alogene, trasformatori e cavi utilizzati per alimentare la serra domestica. Nel corso del controllo si è presentato davanti alla villa un giovane residente a Carini, poi identificato come il responsabile della coltivazione. Pur non essendo proprietario dell’immobile, gli investigatori lo hanno collegato direttamente all’attività illecita. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari, misura già convalidata dall’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora cercando di quantificare il danno provocato alla rete elettrica pubblica a causa dell’allaccio abusivo necessario ad alimentare l’impianto. Ma soprattutto proseguono gli accertamenti per capire chi ci fosse dietro la filiera dello spaccio e a quali piazze della provincia fosse destinata la marijuana prodotta nella serra.

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