Tre Fontane, estate sotto attacco tra roghi e paura, ma non manca la voglia di resistere

di Redazione Alpa Uno ·

Tre Fontane, estate sotto attacco tra roghi e paura, ma non manca la voglia di resistere

Due incendi in meno di un mese. Uno nato da una tragica fatalità, l’altro da un gesto che gli investigatori considerano intimidatorio. In mezzo c’è Tre Fontane, la frazione balneare di Campobello di Mazara che ogni estate si trasforma in una piccola città affacciata sul mare e che oggi si ritrova a fare i conti con ferite profonde proprio all’inizio della stagione turistica. Il primo colpo è stato il più duro. Le fiamme che hanno divorato il Monnalisa Beach hanno colpito uno dei luoghi simbolo della costa belicina, uno di quei posti che per migliaia di persone coincidono con il ricordo stesso dell’estate. In poche ore il fumo nero ha preso il posto degli ombrelloni e della musica, mentre i vigili del fuoco combattevano contro un incendio reso ancora più pericoloso dalla presenza di bombole di gas. Tre di loro sono rimasti feriti durante le operazioni di messa in sicurezza. La risposta della famiglia Cudia è arrivata senza conferenze stampa né proclami. Ruspe, operai e lavori partiti immediatamente. Quando ancora si contavano i danni del Monnalisa, un nuovo episodio ha riportato la tensione nella borgata. Stavolta nel mirino è finito l’Insonnia, uno dei locali più frequentati delle notti di Tre Fontane. Qui il fuoco non sarebbe stato accidentale. Secondo le prime ricostruzioni, all’origine ci sarebbe una ritorsione maturata dopo un ingresso negato. Un episodio che ha indignato residenti e operatori economici e che ha riacceso il dibattito sulla necessità di tutelare chi lavora e investe sul territorio. Il rogo è stato contenuto prima che provocasse conseguenze irreparabili. Le telecamere avrebbero permesso di identificare rapidamente i presunti responsabili. Ma la risposta più significativa è arrivata poche ore dopo, quando il locale ha deciso di riaprire regolarmente. Nessuna chiusura, nessun passo indietro. Un messaggio chiaro a chi pensa di poter imporre le proprie regole con la prepotenza. Così, paradossalmente, i due incendi raccontano la stessa storia. Quella di un territorio che si scopre vulnerabile ma che rifiuta di piegarsi. Da una parte il Monnalisa che tenta di rinascere dopo aver visto andare in fumo anni di lavoro. Dall’altra l’Insonnia che continua la propria attività nonostante un atto intimidatorio.

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