Trapani teme l’onda d’urto del conflitto: pesanti ripercussioni su logistica e export

La crisi internazionale e il conflitto nell’area del Golfo rischiano di avere pesanti ripercussioni sull’economia della provincia di Trapani. L’allarme giunge dal presidente del Libero Consorzio comunale, Salvatore Quinci, che evidenzia come l’instabilità globale stia già penalizzando diversi settori produttivi locali.
Secondo Quinci, il blocco delle esportazioni e l’impennata dei costi di produzione stanno innescando una spirale negativa per i comparti strategici del territorio. La chiusura dei porti nell’area del Golfo – oggi zona di guerra – ostacola il transito delle merci e destabilizza i mercati di riferimento. Tra i settori più esposti figurano quello del marmo trapanese e il turismo, quest’ultimo gravato da oneri logistici aggiuntivi per garantire la distribuzione dei prodotti.
A pesare ulteriormente sul tessuto economico sono l’aumento dei costi energetici e dei carburanti, in particolare del gasolio agricolo, che compromette la competitività delle produzioni ortofrutticole. Il presidente del Libero Consorzio sottolinea che le difficoltà non riguardano solo le aziende che esportano verso le aree in conflitto, ma l’intero sistema produttivo, colpito dall’aumento generalizzato dei costi di logistica e distribuzione.
Quinci richiama l’attenzione delle istituzioni su questo allarme, auspicando un intervento coordinato a livello europeo, nazionale e regionale. Il Libero Consorzio di Trapani si dichiara pronto a svolgere il proprio ruolo di Ente di area vasta, favorendo il dialogo tra istituzioni e imprese per individuare misure concrete a sostegno dell’economia locale.
Sul fronte macroeconomico, l’escalation in Medio Oriente e l’ipotesi di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz potrebbero avere effetti significativi anche per la Sicilia. Secondo l’analisi del Centro Studi di Conflavoro Sicilia, l’Isola potrebbe subire un impatto economico superiore ai 2 miliardi di euro nei primi sei mesi, con ripercussioni dirette su energia, logistica, agroalimentare e occupazione.