Trapani. Saline di Sicilia, il Comitato promotore replica alle polemiche

Altro che “lucchetto burocratico” capace di paralizzare il porto, fermare le imprese e bloccare lo sviluppo industriale del territorio. Il riconoscimento MAB UNESCO per le “Saline di Sicilia” non introdurrà nuovi vincoli né limiterà le attività economiche già consentite. A chiarirlo, dopo settimane di polemiche e allarmismi rimbalzati nel dibattito politico locale, è adesso direttamente il Comitato promotore della candidatura, che chiama in causa anche il Ministero dell’Ambiente per smontare punto per punto le accuse circolate nelle ultime settimane. La questione è diventata rapidamente uno dei temi più divisivi nel Trapanese. Da un lato chi considera il programma UNESCO una straordinaria occasione di rilancio internazionale, dall’altro chi teme che il marchio possa trasformarsi in una nuova gabbia amministrativa capace di frenare investimenti, infrastrutture e sviluppo produttivo. Il Comitato promotore parla apertamente di “ricostruzioni distorte” e affida la replica a una nota dettagliata corredata dai documenti ufficiali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Nessun nuovo divieto, nessun blocco automatico, nessuna corsia normativa parallela. Il Comitato insiste su un punto chiave: il programma MAB non va confuso con il riconoscimento UNESCO dei patrimoni mondiali. E’ un sistema di valorizzazione e coordinamento che non introduce automaticamente nuove leggi o vincoli urbanistici ma favorirebbe la convivenza tra uomo, ambiente, attività produttive e sviluppo sostenibile. Le saline, la produzione storica del sale marino, l’agricoltura, il turismo naturalistico e le attività locali non verrebbero penalizzate -sostengono i promotori- ma anzi diventerebbero il cuore stesso del brand internazionale “Saline di Sicilia”. Il marchio MAB aprirebbe anche l’accesso privilegiato a fondi europei e nazionali dedicati alle aree della biosfera. Il messaggio politico della replica è netto. “Opporsi al programma MAB significa scegliere l’isolamento invece della rete, la stagnazione invece dell’innovazione”, afferma il Comitato in uno dei passaggi più duri della nota. L’obiettivo è evitare che quella che viene definita “un’opportunità di riscatto collettivo” finisca schiacciata dentro uno scontro ideologico che rischia di dividere ulteriormente il territorio.