Trapani, la droga nel paniere, spacciava dal balcone mentre era ai domiciliari

Agli arresti domiciliari, ma tutt’altro che inattivo. Aveva trasformato il balcone della propria abitazione in un punto di consegna della droga, utilizzando un paniere calato con una corda per rifornire i clienti senza nemmeno varcare la soglia di casa. È finita con un arresto l’ultima operazione dei Carabinieri della Compagnia di Trapani, che hanno sorpreso in flagranza un trapanese accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’episodio si è verificato in via Orlandini, a pochi passi dal Comando provinciale dell’Arma. I militari hanno notato uno scooter fermarsi davanti a un’abitazione. Dal balcone è stato fatto scendere un paniere, all’interno del quale il motociclista avrebbe depositato il denaro, ricevendo in cambio la sostanza stupefacente. Una scena durata pochi istanti, ma sufficiente a far scattare i controlli. Alla vista dei carabinieri, il conducente dello scooter è ripartito velocemente riuscendo inizialmente ad allontanarsi. La successiva perquisizione nell’appartamento ha portato al sequestro di quasi 40 grammi di cocaina, circa 30 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Per il padrone di casa, già sottoposto agli arresti domiciliari, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nei comuni di Trapani ed Erice. L’uomo che aveva acquistato la droga è stato invece denunciato per la cessione e la detenzione della sostanza e segnalato alla Prefettura quale assuntore. La vicenda riapre la questione mai sopita sull’efficacia delle misure restrittive, quando non sono sufficienti a far cessare attività illecite, anzi sembra aiutino a sviluppare le capacità creative. Dallo spacciatore hi-tech che utilizza i droni al vecchio paniere calato dal balcone, simbolo della quotidianità siciliana e della solidarietà di vicinato, il messaggio è sempre lo stesso: la criminalità cambia strumenti, non obiettivi. C’è chi quel paniere lo usa per passare il pane o la spesa, e chi ha pensato di reinventarlo come ascensore per la cocaina.