Trapani. La barca a vela Safira salva 40 migranti nel Mediterraneo

È salpata da Trapani e in pochi giorni si è trovata nel cuore di una delle rotte migratorie più pericolose del Mediterraneo centrale. La barca a vela Safira, dell’associazione “Safira Sailing” guidata dai trapanesi Leonardo Stabile e Agata Novara, ha soccorso quaranta persone in mare durante una missione di monitoraggio svolta in collaborazione con Mediterranea Saving Humans. L’imbarcazione, battente bandiera italiana, era partita circa una settimana fa diretta verso Lampedusa per poi spingersi più a sud, nella zona SAR tra Lampedusa, Sfax e le isole Kerkennah. Un tratto di mare attraversato quotidianamente da imbarcazioni di fortuna con a bordo migranti che partono soprattutto da Libia e Tunisia nel tentativo di raggiungere l’Europa. La missione della Safira prevede attività di monitoraggio costante, interventi di assistenza e il coordinamento con le autorità italiane e con la Flotta civile impegnata nei soccorsi in mare. Ed è proprio durante una di queste operazioni che l’equipaggio è intervenuto per salvare quaranta persone in difficoltà.
Non è la prima volta che la piccola barca a vela trapanese partecipa a operazioni di soccorso. In passato era già intervenuta quando la nave Mare Ionio era ferma per provvedimenti amministrativi, rispondendo all’appello lanciato da Mediterranea Saving Humans. Anche questa missione si inserisce in un contesto in cui diverse navi umanitarie risultano ferme nei porti, tra cui la Humanity 1, riducendo la presenza di mezzi civili di soccorso nel Mediterraneo centrale. Solo poche settimane fa, il 22 febbraio, proprio a bordo della Safira era stata organizzata una commemorazione per ricordare i cosiddetti “naufragi fantasma”, centinaia di tragedie invisibili che negli anni hanno inghiottito migliaia di persone nel Mediterraneo. Corpi e oggetti personali – scarpe, giocattoli, frammenti di vite – che talvolta il mare restituisce sulle coste. In questo scenario, la piccola barca a vela partita da Trapani continua a solcare il Mediterraneo con un obiettivo preciso: intercettare richieste di aiuto e intervenire quando necessario.