Trapani. Case popolari, crepe e debiti: esplode la bomba sociale di via De Santis

di Redazione Alpa Uno ·

Trapani, occupazione abusiva. Quasi eliminata da IACP

Prima il rischio crollo, poi la rabbia degli inquilini, infine il cortocircuito politico. A Trapani l’emergenza abitativa delle case popolari diventa una polveriera pronta a esplodere e il caso del Lotto 14 di via De Santis fotografa il fallimento di anni di gestione dello IACP. Tredici famiglie, tra cui nove minorenni, tre persone con disabilità e una ragazza in gravidanza, hanno ricevuto l’ordine di lasciare gli appartamenti perché l’edificio sarebbe pericolante. Una misura urgente per la pubblica incolumità che però rischia di trasformarsi in un dramma sociale. Davanti allo spettro dello sgombero, i residenti alzano la voce. “Io da qui non me ne vado”, ripetono alcuni inquilini, terrorizzati dall’idea di restare senza una sistemazione alternativa. C’è chi propone di mettere in sicurezza l’area con un cancello durante i lavori, lasciando almeno gli arredi dentro gli appartamenti, ricordando che soluzioni simili sarebbero già state adottate in passato. Ma la tensione cresce di ora in ora. Sul tavolo pesa anche un macigno economico: circa 100 mila euro di morosità accumulata nel tempo. Un dato che alimenta lo scontro politico. Il consigliere comunale Giovanni Parisi punta il dito contro chi non versa i canoni. Dall’altra parte gli inquilini replicano accusando lo IACP di avere abbandonato gli edifici al degrado. “Abbiamo infiltrazioni, tubature rotte, ci siamo sistemati le case da soli facendo muratori e idraulici”, raccontano i residenti, spiegando che molti avrebbero smesso di pagare proprio come forma di protesta contro l’incuria. E il caso di via De Santis non sarebbe isolato. Da via Michelangelo a via Vincenzo Sammartano, il patrimonio di edilizia popolare trapanese appare segnato da crepe. Parisi affonda il colpo anche sulla gestione dei fondi pubblici: “Parliamo di PNRR e di palazzine rifatte più volte. Se dopo vent’anni si continua a intervenire sugli stessi edifici, significa che qualcosa non ha funzionato”. Adesso occhi puntati sull’incontro annunciato tra il sindaco Giacomo Tranchida e il presidente dello IACP Vincenzo Scontrino, chiamati a trovare una soluzione prima che la situazione degeneri ulteriormente.