Trapani, approvata all’unanimità l’intitolazione di uno spazio a Dino Grammatico

di Redazione Alpa Uno ·

Trapani, approvata all’unanimità l’intitolazione di uno spazio a Dino Grammatico

Una strada, una piazza o uno spazio pubblico di Trapani potrebbe presto portare il nome di Dino Grammatico. Il Consiglio comunale ha approvato un atto di indirizzo per dedicare un luogo della città alla memoria dell’uomo politico, amministratore e intellettuale ericino, una delle figure più significative della destra siciliana del Novecento. La proposta, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia con primo firmatario il consigliere Nicola Lamia, ha trovato il consenso dell’aula, con un voto che ha coinvolto consiglieri di maggioranza e opposizione. Nato a Erice nel 1924 e morto a Palermo nel 2007, Dino Grammatico ha attraversato oltre mezzo secolo di storia siciliana. La sua biografia racconta una vita intrecciata tra politica, amministrazione e cultura: docente di Lettere, giornalista pubblicista, autore di saggi e poesie, con lo pseudonimo di Dino D’Erice pubblicò raccolte, fondò riviste e promosse iniziative dedicate alla storia, alle tradizioni e all’identità siciliana. Fu un dirigente politico di primo piano del Movimento Sociale Italiano, partito nato da reduci della Repubblica Sociale Italiana e considerato l’erede politico del fascismo, al quale aderì nel 1947 e nel quale ricoprì incarichi regionali e nazionali fino alla sua trasformazione in Alleanza Nazionale nel 1995. La sua carriera istituzionale ebbe il suo baricentro all’Assemblea Regionale Siciliana. Eletto deputato regionale nel collegio di Trapani per diverse legislature, fu presidente del gruppo parlamentare del MSI e ricoprì l’incarico di assessore regionale all’Agricoltura nel primo Governo Milazzo, promuovendo interventi legati alla riforma agraria e alla gestione amministrativa del settore. Ma Grammatico non fu soltanto un uomo di partito. Fu anche un amministratore locale profondamente legato al territorio. Sindaco di Custonaci per due periodi, contribuì allo sviluppo infrastrutturale del paese, alla valorizzazione del comparto marmifero e alla promozione turistica del territorio attraverso iniziative culturali come la Sagra dei marmi di Sicilia, che portò nel piccolo centro trapanese personalità del mondo dell’arte, della cultura e delle istituzioni.

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