Tragedia sul lavoro a Mazara del Vallo, Francesco Greco cade montando un condizionatore

di Redazione Alpa Uno ·

Tragedia sul lavoro a Mazara del Vallo, Francesco Greco cade montando un condizionatore

È un’altra giornata segnata dal sangue nei luoghi di lavoro in Sicilia: due uomini morti a poche ore di distanza, due famiglie spezzate, un elenco che si allunga senza tregua. A Mazara del Vallo il 50enne Francesco Greco ha perso la vita precipitando dal primo piano di una palazzina al civico 10 di via Favara Scurto mentre stava montando un condizionatore. Impiantista e termoidraulico, stava operando insieme a una ditta edile quando, per cause ancora da chiarire, è caduto nel vuoto riportando lesioni gravissime che non gli hanno lasciato scampo. Sulla vicenda la Procura di Marsala ha aperto un fascicolo per accertare dinamica e responsabilità. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma ogni tentativo si è rivelato vano. “Ora serve chiarezza, senza zone d’ombra. La sicurezza sul lavoro non è un principio astratto, è una responsabilità concreta che non può conoscere distrazioni”, ha dichiarato il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, esprimendo il cordoglio della città. Nelle stesse ore, a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, un altro operaio ha trovato la morte in circostanze altrettanto drammatiche. Antonio Rocco Russo, 61 anni, è rimasto incastrato e schiacciato da un nastro trasportatore all’interno di uno stabilimento per la lavorazione degli agrumi mentre tentava di sbloccare il macchinario. Anche in questo caso inutili i soccorsi e l’intervento dei vigili del fuoco. Due tragedie che non sono episodi isolati ma tasselli di un quadro sempre più allarmante. Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul lavoro e ambiente, la Sicilia è classificata in “zona rossa” per l’incidenza di incidenti mortali: 64 decessi registrati nel 2025, con un tasso superiore alla media nazionale. Dati che trovano conferma nei numeri di Inail Sicilia: 81 denunce di infortunio con esito mortale nell’anno appena concluso e un incremento complessivo degli infortuni, con le province di Catania, Palermo e Messina tra le più colpite. Per i sindacati, tra cui la Uil Trapani, la conta delle vittime non può restare una fredda statistica. Servono controlli stringenti, formazione reale, investimenti e una cultura della prevenzione che non si esaurisca in adempimenti formali. Ogni volta che un lavoratore esce di casa e non fa ritorno è il segnale di un sistema che continua a tollerare falle inaccettabili.

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