Tragedia dopo il parto, la Procura di Trapani indaga sulla morte di un neonato

di Redazione Alpa Uno ·

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È un’inchiesta ancora tutta da scrivere quella aperta dalla Procura di Trapani sulla morte di un neonato nato il 25 luglio all’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo e deceduto il giorno successivo al Sant’Antonio Abate di Trapani. La magistratura ha disposto gli accertamenti tecnici previsti in questi casi per ricostruire quanto accaduto durante il parto e verificare se vi siano responsabilità oppure se il decesso sia stato causato esclusivamente dalle gravi complicanze cliniche.

Secondo le prime ricostruzioni la madre, una giovane donna tunisina che aveva seguito la gravidanza nel proprio Paese d’origine, si era presentata all’ospedale di Mazara del Vallo per un’induzione programmata del parto. Durante le procedure il quadro clinico è però rapidamente cambiato. La comparsa di un’importante perdita ematica ha imposto un intervento immediato. Il ginecologo ha quindi disposto un taglio cesareo d’urgenza, avvenuto appena tredici minuti dopo, un intervallo di tempo particolarmente contenuto in una situazione di emergenza ostetrica. Alla nascita, tuttavia, il neonato presentava condizioni gravissime. L’équipe ha immediatamente avviato le manovre di rianimazione, ma il presidio ospedaliero mazarese non dispone di una Terapia Intensiva Neonatale. È stato quindi disposto il trasferimento urgente al Sant’Antonio Abate di Trapani, dove il piccolo purtroppo è morto il giorno successivo al ricovero.

Aperto d’ufficio un fascicolo da parte della Procura di Trapani. Il GIP ha quindi affidato l’autopsia a un collegio composto da tre consulenti tecnici d’ufficio. L’inchiesta riguarda, in questa fase, l’intera équipe presente in sala parto – ginecologi, ostetriche e personale infermieristico – assistita tra gli altri dall’avvocato alcamese Alessandro Fundarò, dal trapanese Natale Pietrafitta e Leonardo Costa di Marsala, che hanno nominato consulenti di parte per seguire tutte le operazioni peritali. L’esame autoptico è già stato eseguito e sono stati disposti anche gli approfondimenti istologici. Al momento sarebbe prematura qualsiasi valutazione. Soltanto al termine delle consulenze tecniche e dell’attività investigativa la Procura potrà decidere se chiedere l’archiviazione del procedimento o se proseguire con ulteriori iniziative giudiziarie.

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