Traditi dal GPS dell’auto a noleggio, smantellata banda dei furti di veicoli

di Redazione Alpa Uno ·

Traditi dal GPS dell’auto a noleggio, smantellata banda dei furti di veicoli

Dieci colpi in appena venti giorni, auto e moto rubate in serie, un veicolo incendiato per cancellare le tracce e una rete criminale che si muoveva nei comuni tra Carini a Balestrate con una precisione quasi industriale. È questo il quadro emerso dall’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Carini che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre giovani residenti tra Carini e Capaci, accusati a vario titolo di furto e tentato furto pluriaggravato, ricettazione di veicoli e motoveicoli e incendio doloso. I furti, avvenuti nell’autunno del 2024, avevano seminato allarme in diversi centri della provincia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il raggio d’azione non si limitava ai territori di Carini e Capaci, ma si estendeva anche a Balestrate, Torretta e Campofelice di Roccella. Un’attività criminale organizzata e itinerante che avrebbe consentito alla banda di mettere a segno almeno dieci azioni predatorie nel giro di poche settimane, colpendo indistintamente automobili e motocicli. A incastrare i ladri la tecnologia. Gli indagati, infatti, utilizzavano un’auto a noleggio per spostarsi tra i diversi comuni e raggiungere gli obiettivi da colpire. Proprio il sistema GPS installato sul veicolo ha consentito ai Carabinieri di ricostruire con precisione i percorsi effettuati. Incrociando le denunce delle vittime con i tracciati satellitari dell’auto noleggiata, gli investigatori hanno facilmente potuto notare la coincidenza tra gli spostamenti del mezzo e gli orari dei furti denunciati. Attraverso l’analisi dei tabulati e delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati gli investigatori hanno documentato ogni fase dell’attività criminale: dai sopralluoghi effettuati per individuare i veicoli da rubare fino all’esecuzione materiale dei colpi, passando per la fuga e il successivo abbandono o occultamento dei mezzi sottratti. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia in carcere, mentre gli altri due sono stati posti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Altri due presunti complici, tra cui un ragazzo minorenne all’epoca dei fatti, sono stati denunciati in stato di libertà.

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