Tensione alle stelle, la FP CGIL pronta a proclamare lo stato di agitazione

di Redazione Alpa Uno ·

Ad Alcamo dal 1° luglio raccolta porta a porta degli indumenti usati

La corda si è spezzata. A distanza di pochi giorni dall’assemblea sindacale che aveva visto una massiccia partecipazione dei lavoratori, la sezione Funzione Pubblica di CGIL Trapani passa dalle parole ai fatti. Con un comunicato stampa infuocato, il sindacato ha ufficialmente trasmesso al Comune di Alcamo l’ordine del giorno approvato dall’assemblea dell’11 settembre, preannunciando l’immediata proclamazione dello stato di agitazione del personale a part-time a 24 ore.

Al centro dello scontro c’è il muro di gomma dell’Amministrazione e della Dirigenza comunale in merito all’utilizzo delle risorse regionali. Si tratta di quasi 248mila euro, una somma trasferita dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali finalizzata proprio all’incremento orario dei dipendenti a tempo parziale. Il sindacato punta il dito contro i ritardi accumulati e, soprattutto, contro la gestione degli atti compiuti finora dall’Ente. Un’esasperazione che montava già dai primi di settembre, quando il sindacato aveva denunciato la mancata attivazione dell’integrazione oraria. L’ultimatum adesso è nero su bianco: se entro sette giorni dalla trasmissione dell’ordine del giorno l’Amministrazione comunale non darà riscontri concreti e positivi, scatterà la formalizzazione dello stato di agitazione. La palla passerà così alla Commissione Nazionale di Garanzia sugli Scioperi e al Prefetto di Trapani, chiamati ad attivare le procedure di raffreddamento del clima sindacale. Ma la vertenza di Alcamo rischia di diventare solo la punta di un iceberg. La FP CGIL territoriale ha infatti annunciato l’avvio della raccolta firme tra i lavoratori part-time involontari, un’iniziativa che verrà estesa a tutti gli Enti Locali della provincia di Trapani.

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: fare pressione sulla Regione Siciliana affinché stanzi nel bilancio regionale risorse aggiuntive nel Fondo delle autonomie locali. La richiesta è quella di consentire la trasformazione di tutti i contratti part-time in full-time, mettendo fine a una precarizzazione che calpesta diritti fondamentali e dignità professionale di dipendenti che, in molti casi, sorreggono gli uffici comunali da decenni. La mossa adesso spetta al sindaco e alla dirigenza di Alcamo.

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