Tangenti sull’eolico in Sicilia, condannato a 8 anni e 9 mesi Paolo Arata

di Redazione Alpa Uno ·

Pale eoliche in Sicilia. Ignazio Corrao: “Avanza la speculazione energetica”

Otto anni e nove mesi di carcere per corruzione propria. Dopo quindici ore di camera di consiglio, la quarta sezione del Tribunale di Palermo ha condannato Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia ed ex consulente della Lega sull’energia. Una sentenza pesante che chiude il primo grado di una vicenda giudiziaria durata sei anni e nata nel 2019 con l’arresto dello stesso Arata e del figlio Francesco Paolo, condannato a 2 anni e 3 mesi. Secondo l’accusa, Arata sarebbe stato socio occulto dell’alcamese Vito Nicastri, noto imprenditore scomparso nel 2024, ritenuto in altre indagini uno dei finanziatori del boss Matteo Messina Denaro. Un intreccio tra affari e potere che avrebbe puntato a pilotare autorizzazioni e agevolazioni pubbliche. La sentenza ha colpito anche pezzi dell’amministrazione regionale. Otto anni ad Alberto Tinnirello, ex funzionario dell’Assessorato all’Energia della Regione Siciliana; tre anni ad Antonello Barbieri; due anni in abbreviato al dirigente Giacomo Causarano. Nicastri e il figlio Manlio avevano già patteggiato, dopo ammissioni rese nel corso dell’inchiesta. Disposte inoltre confische per alcune società riconducibili al gruppo Arata-Nicastri, tra cui Etnea srl, Solcara srl e Solgesta srl. Al centro un presunto giro di mazzette per sbloccare pratiche e ottenere vantaggi nel comparto dell’eolico e del mini-eolico. Un settore sostenuto da incentivi pubblici e quindi terreno fertile per pressioni e interferenze. La Procura ha sostenuto che la rete costruita da Arata avrebbe fatto leva su relazioni politiche e amministrative per orientare norme e autorizzazioni. Alcune intercettazioni avrebbero documentato la promessa di una mazzetta da 30 mila euro all’allora sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, esponente della Lega, in cambio di un emendamento favorevole agli incentivi per il mini-eolico. Quel procedimento è ancora in corso e dovrà chiarire responsabilità e confini delle accuse. Negli ultimi quindici anni le energie rinnovabili in Sicilia sono finite più volte sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e della Dia per il rischio di infiltrazioni criminali. L’eolico, in particolare, ha attirato capitali, appetiti e interessi opachi, trasformandosi in alcuni casi da simbolo di transizione ecologica a leva di potere economico.

Tag: condanna corruzione eolico paolo arata tangenti vito nicastri