Sucameli all’attacco di Surdi: «Dopo dieci anni la città presenta il conto»

di Redazione Alpa Uno ·

Tra fiduciosi e sfiduciati, il movimento SiAmo Alcamo replica al sindaco Surdi

Dopo le discussioni nate nelle scorse settimane attorno ai costi dell’Estate Alcamese e alla recente variazione di bilancio, il movimento SiAmoAlcamo torna all’attacco del sindaco Domenico Surdi, accusandolo di aver concentrato iniziative e investimenti nella parte finale del mandato con finalità più elettorali che programmatiche. In una nota firmata da Giacomo Sucameli, il movimento critica l’entusiasmo mostrato dal primo cittadino dopo l’approvazione della variazione di bilancio. «Dopo quasi dieci anni di amministrazione – scrive SiAmoAlcamo – il sindaco sembra essersi improvvisamente ricordato della città», sostenendo che gli interventi annunciati negli ultimi mesi rappresentino ciò che avrebbe dovuto costituire la normale attività amministrativa durante tutto il mandato. Secondo il gruppo di opposizione, Alcamo avrebbe sofferto per anni di una programmazione insufficiente, con quartieri trascurati, problemi di pulizia e servizi ritenuti inadeguati. Per questo, aggiunge il movimento, le iniziative organizzate oggi rischiano di apparire solo come un tentativo di recuperare consenso in vista delle prossime scadenze elettorali. Le critiche arrivano a pochi giorni da un acceso dibattito sulle spese sostenute dal Comune per il cartellone estivo. Tra le celebrazioni della Madonna dei Miracoli e gli eventi programmati fino ai primi di agosto, Palazzo di Città ha infatti impegnato oltre 450 mila euro, con il concerto di Loredana Bertè che da solo vale circa 164 mila euro e quello di Clementino, già svolto a giugno, costato oltre 82 mila euro. Una programmazione che aveva già alimentato interrogativi politici sulle priorità dell’amministrazione e sulle risorse destinate agli spettacoli rispetto ai servizi essenziali. Nel mirino finisce anche l’ipotesi di una candidatura regionale del sindaco Surdi. Secondo gli esponenti del movimento, chi avrebbe mostrato negli anni scarsa attenzione alle criticità segnalate dai cittadini non può oggi presentare la propria esperienza amministrativa come un modello da esportare a livello regionale. Un confronto che, con l’avvicinarsi delle prossime elezioni, sembra ormai destinato a spostarsi sempre più dal piano amministrativo a quello della campagna politica.

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