Strage di Casteldaccia: udienza rinviata per carenza di magistrati

di Giuseppe Maniscalchi ·

Cerimonia a Casteldaccia per l’anniversario della strage

È stata rinviata al 7 luglio 2026 la prima udienza del processo sulla strage di Casteldaccia, inizialmente in programma presso il Tribunale di Termini Imerese. La decisione, motivata dalla carenza di magistrati, ha scatenato la dura reazione dei familiari delle vittime e della Fillea Cgil, che hanno espresso apertamente la propria “amarezza e indignazione”. Il rinvio è considerato l’ennesimo esempio della lentezza burocratica che affligge la giustizia italiana, causando proteste e disagi tra i cittadini.

La tragedia e il dolore delle famiglie

La strage risale al maggio di due anni fa, quando cinque operai persero la vita durante i lavori alla rete fognaria, uccisi dalle esalazioni tossiche sprigionate all’interno di un impianto. Si è trattato di uno degli incidenti sul lavoro più gravi avvenuti in Sicilia negli ultimi anni.

“A nostro avviso questo ritardo non fa altro che acuire le ferite che da quasi due anni affliggono le cinque famiglie coinvolte”, dichiarano congiuntamente familiari e sindacati.

Monica Garofalo, presidente dell’associazione dei familiari, ha aggiunto: “Ci sentiamo indignati, arrabbiati e abbandonati. Per lo Stato sarà forse un caso come gli altri, ma per noi è un tunnel senza luce. Vogliamo la verità: chi ha colpe deve pagare.”

Le istanze legali e sindacali

Sul fronte legale, la Fillea Cgil Palermo ha annunciato la propria costituzione come parte civile, assistita dall’avvocato Fabio Lanfranca. Il segretario generale Piero Ceraulo ha approfittato dell’occasione per rilanciare alcune proposte fondamentali:

  • Istituzione di una Procura nazionale del Lavoro.
  • Accesso al gratuito patrocinio per tutti i familiari delle vittime, indipendentemente dal reddito.
  • Introduzione di una provvisionale immediata.
  • Riconoscimento dei morti sul lavoro come “vittime del dovere”, con l’estensione dei relativi benefici ai superstiti.

Dettagli tecnici e processuali

Il prossimo 6 maggio ricorrerà il secondo anniversario della tragedia in cui persero la vita Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia e Roberto Raneri. I cinque lavoratori stavano operando sulla rete fognaria per conto dell’Amap quando furono sorpresi dal gas tossico.

Durante l’udienza di martedì, il rinvio al 7 luglio si è reso necessario per assegnare il fascicolo a un nuovo Gup. Nei prossimi giorni, il CSM (che ha già nominato Angelo Cavallo come procuratore) dovrà deliberare la nomina di altri giudici, tra cui un presidente di sezione. Gli imputati sono sei persone fisiche e due società, chiamate a rispondere di omicidio colposo plurimo.

Il commento delle istituzioni

Sulla vicenda è intervenuta anche Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro: “Non è un buon inizio, ma siamo certi che la Procura di Termini Imerese saprà recuperare. La giustizia è un tassello fondamentale per promuovere la sicurezza sul lavoro; fare piena luce è un dovere verso le vittime e un monito per chi non rispetta le regole.”