Strage di Casteldaccia. Si al patteggiamento del rappresentante della Quadrifoglio Group

La procura di Termini Imerese ha dato parere favorevole alla richiesta di patteggiamento a una pena di quattro anni avanzata da Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group società che stava eseguendo i lavori alla condotta fognaria di Casteldaccia dove morirono intossicati cinque operai e altri due rimasero gravemente feriti. Nel procedimento oltre a Di Salvo sono imputate cinque persone che saranno giudicate con il rito ordinario e che rispondono di omicidio colposo plurimo, visto che le vittime furono uccise da gas tossici mentre erano impegnati nello spurgo di una vasca fognaria dell’Amap, l’azienda Acquedotto del Comune di Palermo, che gestisce impianti idrici anche in vari comuni della provincia. La Cgil Palermo e la FenealUil ammessi come parti civili nel processo per la morte dei cinque operai a Casteldaccia in corso al tribunale di Termini Imerese così come i familiari delle vittime. “Esprimiamo soddisfazione, rispetto a un percorso che ha visto la Cgil e la categoria degli edili a fianco dei familiari delle vittime nell’elaborazione di proposte e di sollecitazioni rivolte alle istituzioni e alla politica sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo .
La proposta della Cgil è stata fatta tramite gli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano. Soddisfatta anche la FenealUil. Il segretario generale Mauro Franzolini commenta: “È una decisione che certifica l’impegno della nostra organizzazione sindacale sul territorio siciliano nel promuovere salute, sicurezza e diritti nei luoghi di lavoro e che, allo stesso tempo, vuole essere un segnale di vicinanza ai familiari dei cinque lavoratori edili morti il 6 maggio 2024 in una tragedia sul lavoro che poteva e doveva essere evitata. Anche l’associazione Sicurezza e Lavoro è stata ammessa come parte civile. “Siamo soddisfatti – dichiara il direttore Massimiliano Quirico – di poter partecipare attivamente al processo penale per i fatti di Casteldaccia: una strage assurda, evitabile., che ha distrutto cinque famiglie e che ora attende piena e rapida giustizia. Nell’incidente morirono i cinque operai edili Epifanio Alsazia, di 71 anni, Giuseppe Miraglia, di 47, Roberto Raneri, di 51, Ignazio Giordano, di 59 e Giuseppe La Barbera, di 28.