‘Sicilia che Piace’, pioggia di fondi dalla Regione per sagre, marmo e street food

di Redazione Alpa Uno ·

‘Sicilia che Piace’, pioggia di fondi dalla Regione per sagre, marmo e street food

Arriva dalla Regione Siciliana il decreto definitivo dell’avviso “Sicilia che Piace 2026”, il programma con cui l’assessorato alle Attività Produttive distribuisce oltre 2 milioni di euro agli enti locali per promuovere prodotti tipici, tradizioni ed eventi territoriali. Una mappa dei finanziamenti che mettono nero su bianco chi potrà trasformare l’estate 2026 in una vetrina turistica e commerciale e chi invece resterà ai margini. Custonaci porta a casa 20 mila euro con “Custonaci Sicilian Marble”, progetto dedicato alla valorizzazione del marmo, autentico simbolo economico della città. Un finanziamento che certifica quanto il comparto lapideo continui a rappresentare un marchio identitario forte per il territorio trapanese. Stesso contributo anche per Partanna, premiata per la valorizzazione della Nocellara del Belice, e per Salaparuta, che punta invece sull’“Arte del Pane Votivo”, intrecciando tradizione religiosa e artigianato gastronomico. Due esempi di come il bando abbia scelto di scommettere non soltanto sul turismo da cartolina, ma anche sulle produzioni che raccontano storia e identità locale. Sorride anche Balestrate, che grazie ai suoi 68 punti ottiene il finanziamento per la Festa di San Pietro. Via libera anche allo “Sciara Street Food Fest”, mentre Pantelleria incassa quasi 20 mila euro per “Pantelleria che Piace”, progetto che punta a trasformare l’isola in una vetrina permanente di sapori e tradizioni mediterranee. Tra gli ultimi ammessi anche Poggioreale, che riesce comunque a strappare il contributo grazie al progetto dedicato ai “Formaggi di Sicilia”. Una corsa sul filo del punteggio minimo utile, che fotografa la competizione tra i Comuni siciliani per accedere ai fondi regionali. Ma accanto ai promossi c’è un lungo elenco di delusi. Campobello di Mazara, Valderice e Cinisi restano sospesi nella terra di mezzo degli “ammissibili non finanziati”: progetti ritenuti validi, ma rimasti fuori per insufficienza di risorse. Peggio ancora è andata ai progetti non ammissibili. Castelvetrano, Calatafimi Segesta e Trappeto tra questi. Con la scadenza dei lavori fissata al 30 giugno 2026, per i Comuni vincitori inizia ora la sfida più difficile: trasformare i fondi regionali in un impatto economico reale.

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