Sciopero dei tir in Sicilia, il Comitato Trasportatori revoca il fermo

Un sospiro di sollievo per l'economia dell'Isola e per l'approvvigionamento dei beni di prima necessità giunge con la revoca ufficiale dello sciopero ad oltranza proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani e dalle principali sigle di categoria. La decisione di stop alla mobilitazione scattata venerdì scorso 16 ottobre, è arrivata al termine dei serrati confronti con i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il ministro Matteo Salvini, che hanno portato alla conferma formale dello sblocco di circa quattrocentottanta milioni di euro destinati al comparto e al contrasto del caro-carburante, oltre allo stanziamento di ulteriori risorse inserite nelle variazioni di bilancio in discussione all'Assemblea Regionale Siciliana.
Già dalle prime ore della mattinata i camionisti hanno iniziato a rimuovere i presidi stradali e a riattivare i collegamenti, avviando il lento ritorno alla regolarità della filiera logistica regionale. Nei 5 giorni di fermo, il Trapanese ha registrato criticità evidenti: primi segnali di scaffali vuoti nei supermercati -specialmente prodotti freschi e latticini- e forte preoccupazione nel settore dell'ortofrutta e della filiera agroalimentare locale per il rischio di deperimento della merce. La provincia di Trapani si lascia così alle spalle cinque giornate di forte apprensione, segnate da pesanti timori per il deperimento dei prodotti agricoli e ittici del territorio. Gli operatori stimano tuttavia che occorreranno tra le ventiquattro e le quarantotto ore per smaltire l'ingente mole di merce accumulata nelle piattaforme di distribuzione della Sicilia occidentale, mentre svanisce il pericolo di carenza di carburanti per il trasporto pubblico e le stazioni di servizio locali.
Con lo sblocco delle banchine riprendono a pieno ritmo anche le operazioni di carico e scarico nei porti merci di Trapani e Palermo, garantendo la ripresa dei regolari rifornimenti via mare verso le Isole Egadi e Pantelleria, mentre la situazione resta monitorata sui tavoli nazionali. La protesta infatti continua in altre regioni del Sud (come Calabria e Campania) in vista del tavolo nazionale del 27 ottobre.