Sanità, nuove regole su rischio e assicurazioni: scattano obblighi e sanzioni
Niente più proroghe: le nuove norme su assicurazioni e gestione del rischio sanitario sono pienamente operative e impongono un cambio radicale a ospedali e cliniche, pubbliche e private. Chi non si adegua rischia sanzioni pesanti fino alla perdita dell’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale. Il cuore della riforma è semplice: garantire ai pazienti risarcimenti certi in caso di errore. Per questo le strutture devono avere polizze con coperture molto alte e, soprattutto, non possono più limitarsi ad assicurarsi. Devono organizzarsi per prevenire i rischi, analizzare gli errori e gestire eventuali contenziosi, introducendo un vero sistema interno di controllo. Scatta anche l’obbligo di trasparenza: online vanno pubblicati i dati sui risarcimenti pagati negli ultimi cinque anni, con inevitabili ricadute anche sull’immagine delle strutture. Ma il nodo più delicato è economico. Chi non riesce a trovare assicurazioni sostenibili può gestire il rischio “in proprio”, ma deve accantonare fondi dedicati, certificati da revisori, come farebbe una compagnia assicurativa. Ed è qui che si concentra l’allarme di CIFA Italia Trapani e UNPI Sicilia: per molte piccole e medie strutture, soprattutto in Sicilia, i costi e le competenze richieste rischiano di essere insostenibili. Un’altra ricaduta a cui spesso non si pensa è che senza una gestione serena del rischio, i medici potrebbero essere spinti a prescrivere esami inutili o a evitare interventi complessi per paura di ritorsioni legali, intasando ulteriormente le liste d’attesa. Inoltre se le piccole strutture chiudono perché non reggono i costi assicurativi, i cittadini dovranno spostarsi ancora di più verso i grandi centri o fuori regione. Il risultato è un equilibrio delicato: da un lato più garanzie per i cittadini, dall’altro un sistema sanitario che deve riorganizzarsi in fretta, tra burocrazia, conti da far quadrare e il rischio concreto di restare indietro.