Saline di Trapani escluse dai ristori, Ciminnisi chiede all’ARS interventi urgenti

di Redazione Alpa Uno ·

Misiliscemi, niente ristori per alluvioni. Ciminnisi si infuria. Altrove si attende da 20 mesi

L’esclusione delle saline trapanesi dai contributi previsti per le imprese colpite dal ciclone Harry ha acceso un dibattito politico immediato. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, ha presentato una risoluzione urgente all’Assemblea regionale siciliana per ottenere ristori destinati a Trapani, Paceco e Misiliscemi, sottolineando come «non esistano territori di serie A e di serie B». Le mareggiate delle scorse settimane hanno sommerso le Riserve naturali delle Saline di Trapani e dello Stagnone di Marsala, danneggiando argini e muretti in tufo delle vasche e compromettendo la stagione produttiva 2026. L’acqua marina ha trasformato in tratti le saline in distese fangose, mentre la scomparsa della banquette di posidonia ha accelerato l’erosione degli argini, con rischi concreti per i centri abitati circostanti.

«Non si tratta solo di un danno economico per salinari e lavoratori del settore – spiega Ciminnisi – ma di un rischio reale per la sicurezza del territorio. Se gli argini cedono, le saline smettono di fungere da barriera naturale e diventano un varco per acqua e fango verso le comunità». La parlamentare accoglie positivamente i primi contributi stanziati per Niscemi e per altre imprese colpite dal ciclone, ma sottolinea l’amarezza per l’esclusione delle saline trapanesi dai primi interventi urgenti, malgrado la questione fosse stata sollevata già nella seduta congiunta delle Commissioni parlamentari del 25 febbraio. La risoluzione propone un programma straordinario di interventi immediati, insieme a una strategia strutturata di tutela per un’area che non è solo un comparto produttivo storico, ma costituisce una barriera ambientale essenziale per la protezione della costa e un patrimonio identitario della Sicilia occidentale. Ciminnisi chiama così la politica a una scelta di responsabilità: riconoscere il valore delle saline non solo come fonte di reddito, ma come presidio ambientale strategico, evitando che la loro trascuratezza si trasformi in emergenza per l’intero territorio.