Rubinetti a secco e autobotti in moto h24 da Trapani ad Alcamo

di Redazione Alpa Uno ·

Mazara, disagi idrici: servizio autobotti del Comune

L’emergenza acqua presenta come ogni anni un conto salatissimo. Da Trapani a Erice a Castellammare del Golfo e Alcamo il disagio cresce di giorno in giorno, con famiglie e attività costrette da settimane a fare i conti con una distribuzione sempre più insufficiente, a Erice, oltre che insufficiente acqua è anche torbida. Dal 13 agosto scorso, infatti, da Siciliacque arrivano soltanto 5-7 litri al secondo, contro i 25 previsti. Una quantità che non consente di garantire un approvvigionamento regolare e che si traduce, per privati e attività, in cisterne che ricevono poca acqua e, in molti casi, soltanto una volta alla settimana, in alcune zone ad Alcamo anche ogni 10 giorni. I motivi sono ormai quelli che si ripetono da tempo: rotture lungo una conduttura vecchia, che dovrebbe essere sostituita nel tratto compreso tra Fulgatore e Alcamo, e avarie di varia natura che continuano a incidere sulla regolarità della fornitura. Un problema strutturale che, soprattutto in estate, presenta tutta la sua fragilità. «Oggi dovrebbe riprendere la fornitura come da accordi – ha dichiarato l’assessore alcamese Vittorio Ferro. Una prospettiva che lascia dunque aperta l’incognita sulla reale continuità del servizio e che costringe il territorio a organizzarsi ancora una volta con soluzioni d’emergenza. A Castellammare le autobotti sono diventate ormai una presenza costante. Fanno la spola senza sosta a partire dalle 3 del mattino per rifornire prima le attività del centro storico e a seguire fino a tarda sera le abitazioni private che non riescono a ricevere dalla rete quantitativi che siano minimamente sufficienti. Un costo ulteriore per cittadini e imprese già allo stremo. Attesi gli esiti dei sopralluoghi effettuati nella zona della sorgente di Dammusi, dove si sta verificando la possibilità di individuare nuove sorgenti d’acqua capaci di contribuire a fronteggiare la situazione. La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, torna a chiedere un intervento diretto della Regione. Se i Comuni non hanno strumenti e mezzi sufficienti deve essere Palazzo d’Orléans a mettere in campo le proprie strutture e, se necessario, anche la Protezione civile regionale. Avere o non avere l’acqua ancora una volta dipende dalla capacità economica di procurarsela, altro che bene comune.

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